Sul nuovo numero: per il leone Tremaglia solo orgoglio

pprima-febb-17“Solo orgoglio” è il titolo del numero di febbraio del mensile Prima di Tutto Italiani, con riferimento alla polemica da bassa cucina innescata da un consigliere del Cgie che ha tirato in ballo la vita del ministro Mirko Tremaglia. (Cliccare qui per scaricarlo)

“Un passato imbarazzante”. Così il Consigliere Matteo Preabianca, designato dal M5S ha epitetato la vita del Ministro. Si discuteva della proposta dei Consiglieri Cgie Arcobelli, Ciofi e Sangall (e sposata dal Ctim) di intitolargli una sala della Farnesina. Vediamo allora dove starebbe nel merito l’imbarazzo.

Tremaglia a 17 anni aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Fatto prigioniero dagli alleati, fu internato nel campo di concentramento di Coltano per i prigionieri fascisti. Si iscrisse all’Università Cattolica di Milano, per poi venirne cacciato quando si scoprì il suo trascorso di “repubblichino”, ma non si diede per vinto e si laureò ugualmente in giurisprudenza. Ha dedicato la sua vita alla destra e al Msi, collaborando con Giorgio Almirante. Nel ‘63, partì per ritrovare la tomba del padre caduto in Eritrea: trovandola, la vide piena di fiori freschi.

Erano stati deposti dagli italiani lì residenti. Fu la scintilla che battezzò il suo amore per gli italiani all’estero: nel 1968 fondò i Comitati Tricolori per gli Italiani nel Mondo, proprio per difendere gli interessi in patria della diaspora italiana e guadagnarne il diritto di voto che giunse con la legge da lui voluta. Era il 1993 e la Camera approvò il ddl Tremaglia per il voto e la creazione di Circoscrizioni Estere.  Dal 2001 al 2006 fu primo e unico Ministro per gli Italiani nel mondo. Fece nascere anche la “giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” da celebrarsi ogni 8 agosto in ricordo della tragedia di Marcinelle. Da citare, nel ‘96, le parole dell’allora Presidente della Camera, il pidiessino Luciano Violante che nel suo discorso di insediamento si rivolse direttamente a Tremaglia, dimostrando comprensione per le ragioni dei “ragazzi di Salò”. E quelle del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che riferendosi alla propria vecchia militanza rilevò che comunque le distanze politiche non “impedirono mai di sviluppare rapporti di sincera stima reciproca sul piano umano e nello svolgimento delle nostre funzioni con senso di responsabilità nazionale”.

Dunque stima personale e politica. Dunque nessun imbarazzo. Solo tanto orgoglio.

Da segnalare suo nuovo numero tutte le iniziative del Ctim per la giornata delle foibe con il corsivo di Claudio Antonelli dedicato ai negazionisti; l’intervista al filologo Maurizio De Rosa “emigrato” da Milano ad Atene; il ricordo del grande letterato Francesco De Sanctis a 200 anni dalla nascita vergato da Enzo Terzi; e il doppio fondo in prima dedicato alla sovranità della lingua italiana e alla sovranità euromediterranea rispettivamente di Roberto Menia e Francesco De Palo.

(Cliccare qui per scaricarlo)

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