Centenario dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Anche il Ctim a Barletta

Nella suggestiva e storica Sala Rossa del Castello di Barletta, gremita di Autorità Militari, di Associazioni Combattentistiche e d’Arma e cittadini giunti per l’occasione, si è svolta in collaborazione con l’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e con il patrocinio del Comune di Barletta, la commemorazione del Centenario della Costituzione dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.

Nell’occasione è stato presentato il libro “Servizi di informazione e sicurezza l’evoluzione dell’intelligence italiana dall’Unità Nazionale alle leggi n. 124/2007 e 133/2012” scritto Thomas Saintclaire (pseudonimo da lui scelto) esperto in materia che, proprio in questa data, ha ufficialmente dato il via alla presentazione pubblica Nazionale, moderato dal Giornalista barese Francesco De Palo, direttore di PrimadiTuttoItaliani e addetto stampa del Ctim.

La conferenza è stata aperta dal Presidente Anmig Ancr Graziano Ruggiero, che ha spiegato l’evoluzione dell’Associazione Ancr dalla sua Costituzione ai giorni nostri: “L’idea della fondazione nacque a Milano il 17 aprile del 1917 in occasione della costituzione dell’Associazione fra Mutilati e Invalidi di Guerra. L’assemblea sosteneva la necessità di costituire un’associazione diretta a tutelare i diritti degli ex combattenti rimasti feriti durante gli scontri. Il 18 febbraio 1919, si diede vita ad una Sezione Autonoma Combattenti, con finalità di carattere nazionale. In poco tempo, in molte parti d’Italia compresa Barletta, si assistette alla formazione di numerose Sezioni che raccolsero un elevatissimo numero di aderenti. Gli associati si raccoglievano attorno ad un programma che aveva in parte carattere rivendicativo, ma che tendeva soprattutto a far ottenere all’Associazione un peso politico e sociale nella vita nazionale. Nel primo statuto associativo, stilato ed approvato nel 1919, veniva proclamata l’assoluta indipendenza dell’A.N.C. da ogni e qualunque partito politico, pur non rinunciando l’Associazione ad assicurare il concorso dei combattenti all’azione politica e sociale, facendo propria la causa e gli interessi di tutto il popolo d’Italia. Gli ex combattenti rivendicavano nell’ambito della collettività un’adeguata considerazione, non soltanto per i sacrifici sopportati durante la guerra e per i conseguenti danni ricevuti, ma anche perché si proclamavano portatori di nuove idealità politiche.”

twitter@PrimadiTuttoIta

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