Qui Canada: il vocabolario e il coronavirus

Grande successo per l’appello di PrimadiTuttoItaliani ai connazionali sul come fare una donazione e su come nei cinque continenti si convive con il Covid. Pubblichiamo il quinto contributo, di Claudio Antonelli dal Canada.

Continuate a scriverci e a raccontarci le vostre giornate all’indirizzo: primadituttoitaliani@gmail.com. 

 

Il termine virale con cui fino a ieri molti esaltavano le prodezze online, anche le piu’ cretine, oggi con l’avvento di un vero virus ispirante paura ed angoscia ha perso ogni connotazione cool. Speriamo che ben presto anche il termine cool perda il suo fascino, visto che il coronavirus ama il cool e odia invece il calore.

CONDIVIDERE

Condividere. Fino a ieri tutti erano a favore della condivisione, in virtu’ del celebrato mondialismo e della dannazione di barriere, confini, muri, porte che si opponessero al libero flusso di merci e di essere umani. Con il coronavirus, trionfante prodotto mondialista, i sentimenti sono cambiati, radicalmente. Statevene a casa! è l’imperiosa consegna. Le navi da crociera, quintessenza del multiculturalismo e del mondialismo d’approdo, oggi con diritto di approdo negato e con ritorno non piu’ garantito sono diventati trappole dannate da cui è difficile uscire. Inoltre bisogna stare attenti alla contaminazione ed evitare quindi di toccare ciò che l’altro ha toccato. In sintesi: la condivisione è ormai tabù. E se nonostante tutto si vuol condividere, occorrerà prima disinfettare, meglio ancora sanificare, l’oggetto della condivisione.

SANIFICARE

Invece del verbo disinfettare si preferisce usare oggi igienizzare o ancora meglio sanificare, termine che racchiude l’idea che diventeremo sani dopo l’operazione di disinfezione, pardon di sanificazione.

MASCHERINA, GUANTI, DISTANZE SOCIALI, POSITIVO, NEGATIVO, DOMICILIARI

Ai nostri giorni, dove sul web masse di esibizionisti si tolgono anche le mutande mettendo ben evidenza oltre alle pudenda anche il loro viso gongolante, ormai il mettersi la maschera è divenuta una necessità. E nell’epoca degli insulti urlati è doveroso trattare il prossimo con i guanti, mantenendolo ad una certa distanza. Le distanze sociali, anche in questi tempi democratici, vanno rispettate. Altrimenti, multa! I diversi, fino a ieri acclamati, vanno oggi messi al confino. Udita in Tv: Giornata positiva, oggi, perché i casi positivi sono in calo.

Dopo essere stato io criticato nel passato, diverse volte, per il mio carattere pessimista ossia per la mia negatività, oggi io mi compiaccio di essere, almeno per il momento, negativo. Gli italiani sono quasi tutti ormai ai domiciliari, senza aver commesso reati. Chi era già ai domiciliari per aver commesso un reato, ossia per aver picchiato, derubato, causato danni, adesso gongola, perché ai domiciliari, ossia costrette in casa, sono anche le sue vittime.

ATTIVITÀ NON NECESSARIE

Dai giornali: In tutta Italia chiuse le attività produttive non necessarie. Non necessarie è un’espressione sbagliata. Senza voler fare della stupida ironia ci si potrebbe infatti domandare: non sarebbe ora, in Italia, e altrove del resto, di far chiudere le attività produttive non necessarie, se non altro per mettere uno stop o almeno rallentare la demenziale corsa, da parte di tutti noi, al super consumo? In realtà Conte ha detto che saranno chiuse in tutta Italia tutte le attività non necessarie a garantire beni e servizi essenziali e avrebbe forse dovuto aggiungere in questo periodo di grave emergenza. In realtà si tratta di attività produttive non essenziali, non indispensabili, non di prima necessità.

NEGAZIONISTI

Si tende oggigiorno ad usare il termine negazionisti per designare coloro – sono in minoranza ma esistono – che negano o comunque minimizzano il pericolo mortale del coronavirus, male assoluto che causa un numero cosi’ alto di decessi che in questa situazione di emergenza non si ricorre piu’ alla tumulazione delle salme ma ai forni crematori. Bisognerà comunque fare attenzione ad usare certi termini.

ABBASSARE LA GUARDIA

Non dobbiamo abbassare la guardia, tenere la guardia alta: quest’espressione è stata usata tante di quelle volte da aver perso ormai la sua incisività e il suo senso d’emergenza di fronte alla vera emergenza da coronavirus. Io ho notato che piu’ d’uno comincia ad usare al suo posto espressioni come non bisogna mollare la presa, o non bisogna mollare! o anche non dobbiamo allentare la presa.

Il significato è lo stesso: guai ad uscire di casa. Una cosa, comunque, è sicura: mai si farà ricorso a boia chi molla, slogan condannato dalla storia.

 

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