L’Unione europea nelle sue raccomandazioni sull’Italia agita lo spettro della libertà di stampa e dello stato di diritto: niente di più sbagliato, perché si basa sulle opinioni di soggetti che sono contrari a Giorgia Meloni, su tutti Amnesty International e l’Associazione Nazionale Magistrati: gli stessi che manifestano apertamente contro il governo in carica e che hanno l’interesse a parlare male del presidente del consiglio.
Per cui il dossier è costruito con finalità contrarie alle istanze dei conservatori, in virtù di una tecnica già usata contro altri paesi, come Ungheria e Polonia.
Definire l’Italia un paese illiberale è una fake oggettiva, la stampa è libera di raccontare e anche di insultare, come accade da quasi due anni con titoli oggettivamente denigratori nei confronti del premier. Tesi dimostrata, inoltre, dal fatto che i giornalisti di sinistra sono liberi di copiare le veline passate loro da certi magistrati e liberi di tifare per questo o quel politico: il caso Toti rappresenta una ulteriore dimostrazione.
Significa che certi pregiudizi, così come ha rilevato oggi sul Corriere della Sera uno dei giornalisti più prestigiosi del panorama italiano, Pierluigi Battista, “sono stati costruiti ad arte dai corrispondenti stranieri presenti a Roma, che ricalcano quanto scritto da giornali non vicini al governo”.
Le non-fake, invece, dicono altro: ovvero che i risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti, come il fatto che centri per gli immigrati in Albania saranno presto a pieno regime. Lo ha confermato il Sottosegretario, Alfredo Mantovano. Il primo hotspot sul mare è operativo e servirà uno screening di sicurezza e identificazione, ha annunciato, è questo il primo caso di concreta collaborazione tra uno stato fondatore dell’Ue e uno in attesa, iniziativa che crea le premesse per ulteriori forme di collaborazione.
“Non sarà un centro fascista ma funzionale per i flussi regolari e il governo Meloni vuole che funzioni bene: in Albania saranno indirizzati coloro che saranno identificati come provenienti da paesi sicuri, che non sono fragili e non compongono nuclei familiari”, ha spiegato Mantovano. Ma chissà se certi corrispondenti stranieri che agitano ancora lo spettro del fascismo lo riporteranno.
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