I numeri sugli stabilimenti italiani di Stellantis sono impietosi e dimostrano una vaghezza strategica che potrebbe portare in Italia al licenziamento di 25mila addetti. L’allarme lanciato dai sindacati sul comparto automobilistico della ex Fiat merita attenzione, non fosse altro perché impatta sulle vite di famiglie e lavoratori oltre che consegnare un quadro avvilente del gruppo guidato (ancora per poco?) da Carlos Tavares.
I primi nove mesi del 2024 portano in dote numeri davvero inquietanti per tutti i poli produttivi, come Atessa, Mirafiori, Pomigliano. Di questo passo a dicembre si taglierà il triste traguardo della produzione italiana scesa sotto il mezzo milione di pezzi.
Le sigle sindacali puntano il dito sul calo dei volumi sul mercato, accanto alla madre di tutte le difficoltà: la transizione verso elettrico e digitale che non è stata gestita con sagacia, né con un sano realismo vista la dipendenza cronica europea dalle materie prime che sono sotto il quasi totale controllo della Cina.
Il risultato è un quadro complicatissimo che impatta sull’Europa e sul relativo tessuto industriale e sociale, che impone ai vertici delle case in questione una assunzione di responsabilità irrinunciabile per scelte sbagliate.
Non sarà sufficiente cambiare, fisiologicamente si intende, il ceo per porre rimedio ad una serie di errori in serie. É solo un punto di partenza.
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