di Francesco De Palo
La missione del presidente del consiglio nel golfo (Emirati Arabi Uniti + Arabia Saudita) rappresenta la conferma non solo una postura strategica che ha portato accordi per 10 miliardi di euro, ma soprattutto di una visione che offre all’Italia una prospettiva di lungo periodo e le conferisce il ruolo di soggetto globale.
Non sfuggirà che le interconnessioni geopolitiche viaggiano, oggi, ad una velocità infinitamente maggiore rispetto solo ad un decennio fa: ad esempio, i riverberi di una crisi in atto in quadranti solo apparentemente distanti da un punto di vista geografico si toccano con mano molto rapidamente e, parimenti, la progettazione di accordi e partnership se organizzata in maniera lungimirante offre vantaggi innegabili a Nazioni che hanno la necessità strutturale di esportare il proprio sapere, oltre che i propri prodotti.
Su questo terreno l’azione di Giorgia Meloni si è caratterizzata per una tempistica ottimale e per un disegno complessivo adeguato ai grandi cambiamenti che si stanno manifestando ormai da tre lustri in tutti i continenti, conferendo in soli due anni all’Italia un ruolo decisamente differente rispetto a recente passato.
Perché l’Arabia Saudita? Energia e difesa rappresentano due settori determinanti in cui le prospettive di Gedda e Roma si completano e non si pongono in uno schema concorrenziale. Comprendere dove far interloquire esigenze e competenze di due alleati rappresenta la chiave per procedere in maniera ordinata e produttiva. Se dal punto di vista energetico il ruolo saudita è ormai noto, al pari del progetto di Mbs relativo alla nuova veste del progetto Saudi Vision 2030, sulla difesa si gioca una partita che investe le eccellenze del made in Italy.
Tra gli accordi siglati ieri a Gedda spiccano anche quelli siglati da ELT Group con le controparti saudite nei settori aerospaziale e della difesa, in un quadro globale dove l’intelligenza artificiale e la cyber sicurezza sono pezzi fondamentali sia del pil che delle singole politiche. Inoltre i due accordi sottoscritti da Cassa Depositi e Prestiti con Saudi Fund for Development econ Acwa Power sono finalizzati alla progettualità verso l’Africa grazie a Sace e Ansaldo Energia, inserendosi fisiologicamente negli obiettivi previsti dal Piano Mattei.
Perché gli Emirati Arabi Uniti? L’accordo strategico siglato dieci giorni fa conferisce all’Italia spessore oggettivo grazie all’implementazione di progetti di energia rinnovabile su scala gigawatt con lo strumento del partenariato strategico tripartito per la cooperazione transfrontaliera in materia di energia verde. L’interconnessione di trasmissione elettrica inoltre punta a collegare geopoliticamente Mediterraneo e penisola arabica, due punti “cardinali” dell’Europa di domani e del versante strategico che tocca idealmente Africa e Medio Oriente.
Quindi l’azione di Giorgia Meloni a Gedda e Riad non è figlia di una improvvisazione politica, ma segue la traccia avviata con la presentazione del Piano Mattei di dodici mesi fa, con la guida italiana del G7 che ha caratterizzato il 2024, accanto a due consapevolezze: la proiezione globale è strada obbligata per chi punta a distendere una strategia pluriennale, che consenta un posizionamento virtuoso nei principali dossier su scala mondiale; ed è l’unica via possibile per una Nazione come l’Italia, che per troppo tempo non è stata capace di influire in settori dove invece ha le potenzialità adatte per ottenere risultati e rafforzare partnership nell’ottica di un partenariato strategico.
(Foto: Governo.it)
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