Tre miliardi per le bollette, non bonus per ristrutturare case e ville. Trovate le differenze

Soldi in tasca a chi deve pagare le bollette, contro bonus a pioggia per banchi a rotelle o ville/case da ristrutturare. Questa, in estrema sintesi, la differenza tra il governo guidato da Giorgia Meloni e quello del passato, dove la massima ispirazione era data da un libro dei sogni che si è trasformato in incubo, stando ai danni causati all’erario dal superbonus.

I tre miliardi stanziati dal cdm sono ossigeno per famiglie con ISEE da 25mila euro e per le imprese che necessitano di un sostegno per evitare ombre di licenziamenti e chiusure. Rappresentano inoltre la risposta immediata dinanzi ad un problema reale, contro i voli pindarici e ideologici che invece fanno breccia nel mondo progressista ed ecologista, che poi resta inchiodato ad una ztl sempre più tale.

In questo modo il governo scrive un’altra pagina del racconto reale, fatto di interventi e provvedimenti tarati sulla vita quotidiana degli italiani. A ciò si aggiunge un altro elemento, questa volta di prospettiva: mettere nero su bianco una direzione di marcia chiara sul nucleare, così come fatto dal cdm di oggi, equivale a prendere una posizione netta, che va davvero verso la decarbonizzazione e non a parole. Significa che il governo ha preso carta e penna, ha immaginato una strategia, ne ha posto le premesse politiche e tecniche, concordate e condivise nel vertice di maggioranza di ieri sera, per arrivare al prodotto finale: il cdm di oggi che ha recepito l’input.

Si chiama programmazione, è alla base di un buon governo. Ma oggi nessuno si affaccerà dal balcone di Palazzo Chigi rivendicando di aver abolito la povertà. Sono tutti, premier in testa, di nuovo al lavoro sui dossier di domani.

(Foto: Governo.it)

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