“La premier nell’angolo, ora punta su Vance, mentre ci sarebbe freddezza con Von der Leyen”. E’ uno dei passaggi che troneggiano su alcuni quotidiani italiani, che evidentemente non hanno compreso la portata della foto a tre scatta a ieri a Palazzo Chigi.
Dimostra, una volta di più, un certo provincalismo/invidia nel raccontare i fatti e le dinamiche di politica estera, rabbuiati dalla foga di fare opposizione visto che i partiti alla sinistra dell’emiciclo parlamentare non ne sono capaci.
La realtà, invece, è un’altra. C’è stata una promessa in occasione della visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca: si sarebbe organizzato un incontro a Roma tra le parti. Detto, fatto. Senza per questo voler chiamare in causa chissà quali congiunture astrali, semplicemente al governo c’è una persona che mantiene le promesse, che tesse alleanze e sigla accordi, che prova ad immaginare una traiettoria e non vive di espedienti.
Il recente passato, invece, ci consegna tante istantanee mortificanti: da Conte che chiedeva alla Merkel “come fare” agli accordi nel golfo di Renzi per l’Air Force One (finito nello sfasciacarrozze di Fiumicino), dagli annunci di Gentiloni per contare di più agli scivoloni di quelli bravi che non sono stati capaci di fare le riforme o di ottenere investimenti esteri, mentre gli Emirati Arabi Uniti puntano 40 miliardi sull’Italia.
Un altro elemento di cronaca ad appannaggio di chi agita lo spettro dell’irrilevanza dell’Italia si ritrova nella telefonata di ieri sera tra Meloni e Trump, insieme ai Leader di Regno Unito, Keir Starmer, Francia, Emmanuel Macron, e Germania, Friedrich Merz, per consultazioni prima dell’annunciata telefonata che il Presidente Trump avrà oggi con il Presidente Putin.
Meloni ha ribadito il sostegno dell’Italia, insieme ai partner europei e occidentali, agli sforzi del Presidente Trump per una pace giusta e duratura in Ucraina, sottolineando l’importanza di un cessate il fuoco immediato e incondizionato. Il Presidente del Consiglio ha infine espresso apprezzamento per la disponibilità dimostrata ancora una volta da parte ucraina a favore del dialogo e ha reiterato l’auspicio che Mosca si impegni seriamente attraverso contatti diretti tra Leader in un negoziato che conduca alla pace.
Insomma, da un lato c’è l’invidia della sinistra e dall’altro la realtà di un’Italia globale.
(Foto: Governo.it)
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