Non si contano più i servizi televisivi e le presenze straniere a Barivecchia, che raccontano di un lungo percorso di riqualificazione ambientale, sociale e materiale che ha trasformato il capoluogo pugliese in una delle mete mondiali più gettonate.
Nel solo mese di giugno a Bari si sono registrati numeri record: 70mila visitatori in 7 giorni confermando un trend di crescita costante che ha provocato negli anni la soddisfazione dei due ex sindaci, Michele Emiliano e Antonio Decaro. Moti di giubilo che hanno celebrato il buon governo del centrosinistra, accompagnati da tanto pil per il sistema economico locale e che hanno dato avvio alle carriere dei due primi cittadini.
Ma c’è un ma.
I due esponenti del Pd hanno “dimenticato” un fatto oggettivo che di solito i cronisti (quelli con la schiena dritta) dovrebbero ricordare ai politici. Ovvero che la prima pietra del successo di oggi di Barivecchia fu posata ieri dal centrodestra barese che nel 1995 vinse le elezioni a Palazzo di Città con Simeone di Cagno Abbrescia, sotto la regia di Pinuccio Tatarella.
I primi a capire da che parte bisognava indirizzare la nave. I primi a fare da raccordo tra commercio, città, mondo esterno e Ue grazie al piano Urban che cambiò il borgo antico. I primi a gettare i semi del cambiamento. Passaggi storici che vanno ricordati, mentre oggi fioccano coccarde e pacche sulle spalle per un’idea nata dal centrodestra.
Lascia un commento