Se tra i Pro-Pal che hanno fatto irruzione nel Teatro Petruzzelli di Bari per manifestare contro Porro e Crosetto ci fosse stato un pazzo armato, cosa sarebbe successo? Chi ha permesso che uno spettacolo privato e non foraggiato da una istituzione pubblica, in un teatro di una città italiana, dove chi entra di solito lo fa pagando, venisse interrotto da una protesta che poteva essere contaminata da infiltrati?
L’interrogativo è quantomai legittimo e richiama ad un tema delicato come la sicurezza che in Italia spesso è permeato di dubbi e contaminazioni. Ai normali cittadini è richiesto, giustamente, di acquistare un biglietto per entrare in un teatro, sottoporsi (nel caso di presenza di ospiti sensibili) ai necessari e imprescindibili controlli di sicurezza, osservare alcune misure di precauzione ed altre diciamo così sociali. Ai Pro-Pal imbufaliti contro Porro e i suoi ospiti è stata chiesta la carta di identità all’ingresso del Petruzzelli?
Perché a Bari sono stati fatti entrare i Pro-Pal, con un notevole rischio per l’incolumità del pubblico presente e degli ospiti? Perché la legittima manifestazione dall’esterno di un teatro è stata fatta sfociare al suo interno? Chi ha aperto le porte ai manifestanti? Chi doveva garantire la sicurezza generale?

E soprattutto, potrebbe accadere ancora, come ad esempio durante un concerto in uno stadio che qualcuno faccia ingresso senza biglietto per contestare un cantante, uno scrittore, o un ospite che è lì perché qualcuno ha pagato il biglietto e qualcun’altro ha pagato l’organizzazione?
Le risposte dovrebbe darle il sindaco della città in questione, ma al momento pare impegnato nel promettere la cittadinanza onoraria a chi sta facendo dell’antisemitismo una clava politica.
(Foto: nicolaporro.it)
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