MEDITERRANEO GLOBALE E RUOLO DELL’ITALIA: MELONI AL COAST GUARD GLOBAL SUMMIT 2025

Pubblichiamo l’intervento del Presidente del Consiglio in occasione del Coast Guard Global Summit 2025, che si è tenuto oggi nella Capitale.

È per me un onore intervenire alla quarta edizione del Coast Guard Global Summit, dare il mio personale benvenuto a Roma a tutti voi, che rappresentate il meglio della conoscenza, della professionalità e dell’esperienza maturate nell’ambito della comunità globale delle Guardie Costiere.

Voglio salutare e ringraziare il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, i co-chairman del Summit, l’Ammiraglio Nicola Carlone e l’Ammiraglio Yoshio Seguchi, il Segretario Generale dell’IMO Dominguez, il Vicedirettore Generale della FAO Martina, il Commissario europeo Kadis, tutte le Delegazioni presenti.

Questo Summit chiude una settimana particolarmente significativa per ciascuno di noi. È la prima volta, che una Nazione, cioè, l’Italia detiene contemporaneamente la Presidenza dei tre principali Forum Internazionali che sono dedicati alle funzioni di Guardia Costiera, cioè il Mediterranean Coast Guard Functions Forum, l’European Coast Guard Functions Forum e il Coast Guard Global Summit e che le tre Conferenze plenarie si svolgono in successione nella stessa città, in questo caso chiaramente Roma.

E questo è dal mio punto di vista e prima di tutto, un riconoscimento all’identità stessa dell’Italia perché noi siamo prima di tutto una Nazione marittima, e il mare rappresenta per noi moltissime cose.

È la linea blu che disegna e rende unica la fisionomia della nostra terra. È confine ed orizzonte. È protezione e sfida e stimolo continuo a spingerci oltre i nostri limiti. La geografia ha costruito la nostra storia e la nostra identità, collocandoci al centro di quel Mediterraneo che, secondo me, ormai è riduttivo definire allargato perché la definizione giusta è Mediterraneo Globale atteso che oggi proietta la sua rilevanza ben al di là dei suoi limiti fisici e politici ed è tornato protagonista delle interconnessioni globali, come cerniera di comunicazione tra i due grandi spazi marittimi del pianeta e cioè Atlantico da un lato e l’Indo-pacifico dall’altro.

Ed è evidente che questo scenario offra delle opportunità straordinarie, come lo è il fatto che da quelle opportunità derivano anche maggiori e nuove responsabilità. Perché, se è vero, che il Mediterraneo è tornato al centro del mondo e se è vero che la missione dell’Italia è quella di essere il ponte naturale tra Europa, Africa e Medio Oriente, allora le sfide che abbiamo difronte particolarmente in un tempo complesso come questo sono molteplici e ci impongono prima di tutto di rafforzare sempre di più la nostra capacità di cooperare con i partner, così come la nostra capacità di scambiare competenze e buone prassi, il coordinamento tra Autorità che operano nel dominio marittimo a vario livello.

Sono responsabilità alle quali l’Italia non ha mai voluto sottrarsi, come dimostra il qualificato contributo ai lavori di questi giorni, oltre che i risultati raggiunti e il valore riconosciuto a livello internazionale alla nostra Guardia Costiera, sia nell’ambito delle funzioni istituzionali che esercita sia nelle attività di rafforzamento delle competenze e di addestramento a favore delle Guardie Costiere estere.

La missione fondamentale di ogni Guardia Costiera è garantire la sicurezza e la tutela del mare, da ogni punto di vista. Questo significa sicurezza e tutela dell’ambiente marino dai rischi di inquinamento, come ricordava il Primo Ministro Ishiba che ringrazio. Significa sicurezza e tutela del traffico che tocca i nostri porti, significa sicurezza e tutela delle infrastrutture energetiche che necessarie ai nostri sistemi economici e produttivi e non solo.

Significa anche combattere le molteplici forme di illegalità in campo marittimo, a partire da quelle che si ramificano su base internazionale e si stanno sempre più caratterizzando come fenomeni globali. Una di queste è chiaramente il traffico di migranti, attività criminale tra le più redditizie al mondo che i rapporti Onu certificano aver eguagliato per volume di affari il traffico di droga dopo aver già superato il traffico di armi. Una intollerabile forma moderna di schiavitù, che nel 2024 ha condotto alla morte oltre 9 mila persone lungo le rotte migratorie e che questo Governo intende combattere con ogni mezzo, perché di fronte a questi numeri noi abbiamo una scelta sola: rassegnarci oppure agire.

E se vogliamo agire che è la nostra scelta allora quello che dobbiamo fare è mettere in ciò che facciamo ancor più determinazione e impegno, anche con il coraggio di immaginare insieme soluzioni innovative. I numeri incoraggianti che stiamo registrando in Italia e in Europa, con il calo drastico degli sbarchi e la significativa riduzione dei morti e dei dispersi in mare, sono la prova che il fenomeno può essere governato e sono la prova che è possibile costruire un paradigma nuovo oltre ogni irragionevole e interessato approccio ideologico alla materia. Che esiste, cioè, un’alternativa concreta e realizzabile, che mette al primo posto la legalità, combatte la mafia del mare e costruisce un modello di cooperazione e di sviluppo capace di affrontare le cause profonde della migrazione ma è un’azione di sistema che sarebbe impossibile portare avanti senza le competenze e la professionalità delle nostre Guardie Costiere, che sanno distinguersi sia nelle attività di ricerca e soccorso in mare che nelle azioni di prevenzione e contrasto dei flussi irregolari e voglio davvero ringraziare la nostra Guardia Costiera anche per questo.

Quindi cari amici, in questi giorni Roma si è trasformata nella Capitale globale delle strategie e delle partnership a livello marittimo. Abbiamo avuto l’onore di accogliere i rappresentanti delle Guardie Costiere di tutto il mondo, lo abbiamo fatto con un duplice sentimento: da una parte, l’orgoglio per ciò che l’Italia può offrire in termini di competenza, di professionalità, di buone pratiche; dall’altro, il senso di responsabilità per sfide che sono e sempre più complesse e che noi siamo chiamati ad affrontare, che oggi intrecciano vecchi problemi a innovazioni travolgenti, penso all’intelligenza artificiale, penso alle tecnologie emergenti. Come sempre il nostro compito è essere all’altezza di queste responsabilità con soluzioni efficaci, concrete, pragmatiche. Come efficaci, concreti e pragmatici sono gli uomini e le donne di mare, cioè come efficaci, concreti e pragmatici siete abituati a essere voi.

(Foto: Governo.it)

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