“Come un vecchio cabarettista che ripete da una vita gli stessi sketch, tanto che gli spettatori anticipano divertiti la fine della battuta”.
Cosi’ il Sottosegretario all’attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, affida ad un’intervista al Secolo d’Italia il suo pensiero sulla sinistra e sul caso Ranucci.Come e’ noto, il conduttore di Report lo aveva accusato di avere attivato i servizi per pedinarlo. Fazzolari replica ricordando il bivio a cui e’ andato incontro: “Se non andassi avanti con un’azione legale, finirei per avvalorare le accuse di Ranucci. Se invece scegliessi di tutelarmi, verrei accusato di voler intimidire la stampa”.
Ed è andata esattamente così. Un copione in sostanza gia’ scritto, con lo schema della sinistra che si ripete (“prenderle senza reagire, con alcuni che ti tengono fermo mentre un altro colpisce liberamente”).Per cui annuncia che procedera’ per le vie legali “contro le menzogne volontariamente diffuse da Ranucci sul mio conto”.
La vicenda, dunque, arricchisce il lungo capitolo dedicato alle sbavature tattiche di una certa parte politica, sommandosi ad altri episodi che presentano lo stesso clichet come le insinuazioni sulla vita privata della premier, l’ostruzionismo sui centri in Albania, gli scioperi di venerdi’, la strumentalizzazione della crisi a Gaza per meri fini politici interni.
E si potrebbe continuare ancora. Tutte azioni nate, evidentemente, dalla frustrazione di chi perde nelle urne e non se ne fa una ragione.
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