Mattei Plan and Global Gateway, l’intervento di Roberta Metsola, President of the European Parliament
È un grande piacere essere qui oggi. Percepisco l’energia e l’ottimismo che accompagnano questo nuovo capitolo del partenariato tra l’Europa e l’Africa.Lo scorso anno ho partecipato alla presentazione del Piano Mattei, nella splendida cornice del Senato italiano. Ho avuto fin da subito la sensazione che si trattasse di un vero punto di svolta per costruire un rapporto autentico che non fosse basato su promesse destinate a svanire, ma sul rispetto reciproco.Ed è proprio questo lo spirito che anima il Piano Mattei. Ve lo dico in inglese perché stranamente suona meglio:“We don’t need to speak to Africa. We need to speak with Africa”. Sappiamo quanto sia difficile lasciarsi alle spalle il passato, ma sappiamo anche che è possibile, e che ne vale la pena, se lo facciamo da eguali e da veri partner.Enrico Mattei aveva compreso questa verità prima di molti altri, diventando il precursore di un’idea semplice ma rivoluzionaria: la vera cooperazione si fonda sulla comprensione reciproca e sulla crescita condivisa. È proprio questo il messaggio che il Piano Mattei incarna: un’Europa moderna, fiduciosa e consapevole, che sceglie di collaborare con i propri vicini.L’Africa oggi ha un potenziale straordinario. È la patria di dodici delle venti economie in più rapida crescita del pianeta. È un continente giovane, dinamico e creativo: quasi il 60% (sessanta per cento) della popolazione ha meno di venticinque anni. Sta generando un dinamismo economico senza precedenti nei settori della tecnologia, della cultura e della sostenibilità, aprendo nuovi mercati nell’agricoltura, nell’energia, nelle costruzioni, nei servizi e nelle piattaforme digitali.Tutto questo si traduce in opportunità, per gli imprenditori africani, soprattutto i più giovani, ma anche per le imprese italiane ed europee pronte a investire, crescere e innovare. E basta guardarsi attorno, oggi: molte delle aziende presenti in questa sala sono la prova concreta che questa partnership sta già prendendo forma e sta già producendo risultati tangibili.Lo vediamo già sul campo: dall’agricoltura smart ai centri di intelligenza artificiale, dai biocarburanti alla telemedicina. Il Piano Mattei sta trasformando le idee in azione, creando posti di lavoro, nuovi mercati e opportunità reali di crescita su entrambe le sponde del Mediterraneo.In questo quadro, il Parlamento europeo svolge un ruolo essenziale. Attraverso le nostre reti, i canali diplomatici e gli scambi regolari con i parlamenti africani, con il mondo produttivo e con le istituzioni finanziarie, contribuiamo a sostenere e rafforzare questi partenariati in modo concreto. Solo per citare un esempio, tra pochi giorni, un gruppo di parlamentari europei incontrerà i membri del Parlamento panafricano per preparare il Vertice UE–Unione Africana, che si terrà in Angola alla fine del mese.
Allo stesso tempo, l’Unione europea sta mobilitando miliardi di euro di investimenti per l’Africa. Allineando gli sforzi italiani a queste più ampie iniziative europee, il nostro impatto può essere ancora maggiore.Naturalmente, non possiamo ignorare le sfide. E mi riferisco all’immigrazione. Per troppo tempo l’Africa è stata considerata solo in relazione alla gestione dei flussi migratori. Mentre deve essere un interlocutore per la crescita condivisa e la stabilità del Mediterraneo. Se cresce l’Africa, cresce la convinzione della sua popolazione a non abbandonarla.Al Parlamento europeo stiamo facendo la nostra parte per completare in tempi brevi il quadro normativo che renderà la gestione del fenomeno migratorio più razionale, e mi riferisco alla lista europea di paesi di origine sicuri, alla revisione del concetto di paese terzo sicuro e al Regolamento rimpatri.L’Europa deve agire, ora. Altri non sono stati a guardare, pensiamo alle terre rare, e alle infrastrutture. C’è chi ha iniziato ad investire da decenni. Se vogliamo che l’Europa resti un interlocutore credibile e rilevante, dobbiamo esserci anche noi, ma con un approccio diverso, fondato su una visione di lungo periodo.Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per la sua leadership e per aver dimostrato che questa nuova spinta può partire dal Sud. In Europa abbiamo gli strumenti. Abbiamo la volontà politica. E abbiamo le imprese pronte a partecipare.Se c’è una cosa che ho imparato in questo lavoro, è che senza franchezza non può esserci progresso. Dobbiamo essere onesti sui nostri successi, sinceri sui nostri limiti e lucidi nel riconoscere che le buone intenzioni, da sole, non bastano.
È tempo di dare concretezza alle nostre ambizioni.Grazie.
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