90 SENZA PAURA, PASSA LA LINEA MELONI UN’ANCORA PER KYIV, NIENTE RISCHI PER L’UE

di Francesco De Palo

Parola d’ordine pragmatismo, ovvero imboccare una strada che sia il quanto più possibile scevra da ulteriori inciampi o trappole (burocratiche e/o finanziarie, vedi asset). Il compromesso raggiunto nella notte dal consiglio europeo non era scontato, dal momento che le incognite erano forse maggiori delle certezze.

La linea sposata sugli asset sin dall’inizio da Ursula von der Leyen e Friedrich Merz è stata bypassata da una formula diversa, che tenesse conto di tutte le conseguenze: il risultato finale, figlio dell’unanimità, è un sostegno all’Ucraina per il prossimo biennio grazie a un prestito a tasso zero da 90 miliardi di debito comune Ue.Dietro il commento di Giorgia Meloni (“Ha prevalso il buon senso”) c’è il pragmatismo di chi è stato chiamato a trovare una sintesi che non aggravasse una situazione già di per sé altamente complessa.

L’accordo offre a Kiev un’ancora di salvezza mentre Donald Trump spinge per un accordo rapido per porre fine alla guerra. Di contro i beni russi congelati resteranno tali fino a quando la Russia non avrà pagato i risarcimenti all’Ucraina. In caso contrario l’Ue potrà utilizzarli per rimborsare il suo prestito. In sostanza passa la linea Meloni con un’ancora per l’Ucraina, e niente rischi per l’Ue.

In secondo luogo va osservato che le misure destinate ad altre 41 navi della flotta ombra russa di petroliere, contribuisce ad aumentare fino a 600 il numero di quelle a cui sono preclusi una serie di servizi come l’accesso ai porti e il trasporto marittimo, senza dimenticare la volontà di sanzionare nove facilitatori della flotta ombra e adottare una dichiarazione a livello Ue sul fare “pieno uso” del quadro del diritto internazionale marittimo. In questo senso l’Ue “rimane pronta ad aumentare la pressione sulla Russia e sulla catena del valore della sua flotta ombra, anche adottando ulteriori sanzioni”.

Sul punto va aggiunta una considerazione: i flussi di petrolio che si trovano in giro per il mondo stipati nelle petroliere scontano l’applicazione delle sanzioni americane, dal momento che certamente la Russia può caricare di più le proprie petroliere, ma il fisiologico ritardo per le sanzioni che ne impediscono l’attracco ai porti ritarda a cascata il finanziamento delle entrate per lo sforzo bellico di Mosca.

Di contro nella black lista dell’Unione Europea ci sono al momento più di 400 navi appartenenti alla flotta ombra russa, con bandiere di comodo, con una proprietà poco chiara e con molti (troppi) anni di navigazione sulle spalle. Infatti secondo un paper dell’Atlantic Council, alla fine del 2025 le navi con più di 20 anni rappresenteranno l’11% della flotta mondiale di petroliere, rispetto a solo il 3% prima della guerra in Ucraina.

Infine la chiusa da Washington: Trump ha chiesto all’Ucraina di “agire rapidamente” nei negoziati.“I negoziatori sono vicini a raggiungere un accordo, ma spero che l’Ucraina si muova rapidamente. Ogni volta che impiegano troppo tempo, la Russia cambia idea”.

(Foto: Governo.it)

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