PESTAGGIO A TERMINI E DEGRADO: ANCHE A ROMA SERVE LA RIVOLUZIONE DI GIORGIA

La doppia aggressione accaduta alla stazione Termini di Roma alcuni giorni fa ha riportato l’attenzione generale su uno dei luoghi più complessi della Capitale. Il nodo ferroviario, come possono facilmente dimostrare le numerose testimonianze di utenti e residenti, resta un punto di incontro di micro e macro criminalità, i cui effetti purtroppo ricadono su cittadini e turisti che ne fanno le spese.

Ma ascoltare in alcune trasmissioni televisive che i media ne hanno accentuato il racconto è un errore doppio: da un lato svilisce la funzione dei giornalisti, che oltre a fare il proprio mestiere vivono quella stazione perché punto di arrivo dei treni e punto di partenza della metro per le fermate più centrali; e dall’altro si sgrava la responsabilità, precisa, delle istituzioni, in primis quelle locali.

Non va dimenticato che Roma resta una realtà sì difficilissima ma male amministrata. Il centro storico e in prossimità delle Camere è sporco, i sottopassi della metropolitana restano un luogo ad alto rischio, come le strade laterali di Termini, per non parlare di alcune aree periferiche.

E ancora, il traffico non è gestito in alcun modo, anche grazie a trasporti pubblici spesso deficitari e ostaggio dei consueti scioperi (spesso di venerdì). Servirebbero parcheggi di scambio, autobus più piccoli e con corse più frequenti, metropolitane meno affollate, e tanto altro.

Il 2027, anno delle prossime elezioni al comune di Roma, si avvicina e solo una vera rivoluzione copernicana, come quella fatta da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, potrà sperare di salvare le sorti della Capitale.

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