UNA RIVOLUZIONE CHIAMATA PIANO MATTEI (CON L’ITALIA GLOBALE)

Chiedevano al governo di dare sostanza (e fondi) al Piano Mattei: la dotazione iniziale è una buona dose di partenza.

Chiedevano di coinvolgere soggetti istituzionali, ed è stato fatto con il Fmi e Ue.

Chiedevano al governo di allargare lo spettro del Piano Mattei. Oggi a Villa Pamphilj se ne è avvuta plastica testimonianza, grazie al collegamento valoriale e pratico con il Global Gateway.

Chiedevano di non avere più l’approccio predatorio del passato, ma dimenticando che è il Pd che ha governato il passato dell’Italia e delle sue (non) scelte in Africa.

Chiedevano di non limitarsi all’energia, e l’Italia ha aperto l’hub di intelligenza artificiale, dopo molteplici iniziative alla voce formazione, scuola, agricoltura, imprese (con i ministri Valditara e Urso in costante attività).

La visita di oggi a Roma del numero uno della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per l’evento sul Piano Mattei spiega anche i dubbi di chi, forse in malafede, avanzava critiche pretestuose. Il dato politico della giornta di oggi è l’effettivo coivolgimento di Bruxelles in un progetto che va a colmare proprio la vacatio europea in Africa, da dove, è bene ricordarlo si è recentemente sfilata la Francia, dopo le già non felici performances in Libia.

Ci sono delle aree del mondo che sono state completamente disattese dalla politica italiana degli ultimi anni e questo è un elemento che non attiene l’ideologia ma la progettualità.

Per troppo tempo i governi italiani hanno pensato a questo grande lago salato chiamato Mediterraneo come a un luogo che non ci competeva e ne abbiamo pagato le conseguenze da un punto di vista dell’immigrazione da un punto di vista delle politiche messe in piedi da altri.

Che cosa ha fatto il Governo Meloni? Si è messo a studiare, ha capito che il Mare Nostrum non può essere un fazzoletto di acque e destini disabitati, non può vedere l’Italia come un soggetto che passa lì per caso e subisce le decisioni le politiche altrui (spesso piene di sbavature).

Con il Piano Mattei l’Italia ha voltato pagina, immaginando traiettorie e scenari precisi, non soluzioni tampone o copie sbiadite di altri indirizzi, dando vita ad una rivoluzione che vede l’Italia globale come strumento di soft power. Anche in Africa. (fdp)

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