Angela Merkel critica Friedrich Merz sull’immigrazione, forse perché il neo cancelliere si mostra interessato al Modello-Albania costruito dal governo italiano. La donna che ha governato Berlino e Bruxelles per due decenni promuove la strategia che anni fa ha portato in Germania centinaia di migliaia di siriani. Ma non compendendo come, nel frattempo, i frutti malati di quelle politiche si siano abbattuti su tutta l’Europa.
L’ex cancelliere parla con i migranti in un ristorante siriano, criticando la politica di respingimento del governo Merz. Ma sono riflessioni fuori tempo massimo, perché la soluzione ad un problema che i paesi membri Ue non hanno risolto in 20 anni non può essere in una accoglienza senza regole, bensì nella volontà di far tornare il pallino delle decisioni nelle mani dei governi e non in quelle degli scafisti.
Quando Merkel fu la regista dell’accordo fra Ue e Turchia che offrì 6 miliardi di euro a Erdogan per la creazione di un campo, su suolo turco che accogliesse i migranti, in pochi osservarono che oltre a quella stretta di mano ci fu anche un ponte di accoglienza di siriani verso la Germania, ma di siriani formati e anche altamente specializzati che vennero impiegati nel sistema industriale tedesco.
Non una parola venne spesa sulle conseguenze che gravavano sui paesi di prima accoglienza, come Italia e Grecia, con le isole di Lesbos e Lampedusa trasformati in lazzaretti. Oggi la musica è cambiata, grazie agli accordi conclusi dall’Ue con paesi cardine, come Egitto, Tunisia, Libia: un risultato a cui si è giunti, nonostante lo scetticismo iniziale, grazie allo stimolo costante del governo Meloni, che sin dai suoi primi giorni di vita ha chiesto all’Ue un cambio di paradigma.
Oggi Friedrich Merz ammette che la strada di Roma è quella giusta e guarda con interesse al Modello-Albania, così come fatto pragmaticamente da Keir Starmer.
(Foto: Governo.it)
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