CRISI E OPPORTUNITA’ NEL NOME DI MATTEI: LE PAROLE DI MELONI AL BUSINESS FORUM ITALIA-ALGERIA

Buon pomeriggio a tutti,

grazie della vostra presenza, ma soprattutto grazie al Presidente Tebboune, grazie ai suoi Ministri, alla folta delegazione che ha partecipato oggi a questo Vertice intergovernativo – il quinto – tra Italia e Algeria, a dimostrazione di relazioni che sono particolarmente solide. Ma ci tenevamo, con il Presidente, a celebrare insieme anche il successo e i risultati di questo Business Forum. Oggi sono riuniti in questa sede i massimi rappresentanti di oltre 400 imprese italiane e algerine. L’incontro tra queste due realtà – come voi sapete bene – ha consentito di sottoscrivere circa 30 intese e accordi. A questi circa 30 intese e accordi si aggiungono gli altri 10 accordi bilaterali, a livello di Governo, che sono stati sottoscritti durante il Vertice intergovernativo.

E quindi, come capite, sono numeri che ci soddisfano particolarmente, e che dicono due cose estremamente significative. La prima è che le relazioni economiche, industriali e commerciali tra Italia e Algeria, che sono sempre state ottime relazioni economiche, industriali e commerciali, in ogni caso non sono state mai così solide come sono solide oggi. E la seconda è che c’è comune interesse ad esplorare insieme nuovi ambiti di collaborazione e a percorrere strade che finora non abbiamo battuto. Partiamo ovviamente tutt’altro che da zero in questo cammino, perché la connessione tra i nostri sistemi economici e produttivi è una connessione consolidata. L’Italia – come si sa – è il principale mercato di destinazione delle esportazioni algerine, con una quota di mercato di circa il 26%: significa che oltre un quarto delle esportazioni algerine è destinato al nostro mercato, è destinato all’Italia. E l’Italia, a sua volta, è il primo cliente e il secondo fornitore dell’Algeria, con quasi tre miliardi di euro di esportazioni, un dato che è in costante crescita ed è in costante crescita soprattutto dal 2022 ad oggi.

L’energia, ovviamente, è uno degli ambiti che caratterizzano maggiormente i nostri rapporti. L’Algeria svolge da molto tempo un ruolo fondamentale per garantire la nostra sicurezza energetica italiana, per garantire la sicurezza energetica d’Europa, ma il suo contributo è stato decisivo soprattutto all’indomani dell’inizio della guerra di aggressione russa all’Ucraina. Quando, in quel preciso momento, l’Italia aveva bisogno, necessità di diversificare le sue fonti energetiche per affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia, ovviamente ha trovato nell’Algeria l’amico che l’Algeria ha sempre dimostrato di saper essere. È un punto che ci tengo a ribadire anche in questa sede, perché quella scelta era tutt’altro che scontata, ha dimostrato come l’amicizia tra due popoli, quando è antica, quando è sincera, possa fare la differenza e come faccia la differenza soprattutto nei momenti di difficoltà. Così è stato, ancor una volta, di questo, voglio ringraziare a nome dell’Italia, a nome del popolo italiano, delle Istituzioni italiane, il Presidente Tebboune per la sua amicizia.

La nostra collaborazione energetica, con due campioni nazionali, che sono ENI sul lato italiano e Sonatrach sul lato algerino, al centro si sta ampliando in più direzioni, dall’estrazione di fosfati fino alle energie rinnovabili, passando per le infrastrutture energetiche. Sono tasselli nuovi che si aggiungono a quel mosaico che il Governo è impegnato a costruire, sia per diversificare le fonti e la loro provenienza sia per dare nuova linfa alla storica centralità italiana nel Mediterraneo. Perché voi sapete che tra le priorità strategiche che l’Italia sta portando avanti, che questo Governo sta portando avanti fin dal suo insediamento c’è quella di dare forma e sostanza alla naturale vocazione dell’Italia a diventare un hub di approvvigionamento energetico, un ponte per la trasmissione di energia tra Africa ed Europa, l’anello di congiunzione tra il Continente europeo, l’Africa e il Mediterraneo allargato. Questo comporta, chiaramente, il lavoro che noi facciamo a livello africano, con gli investimenti, con il nostro Piano Mattei, e comporta anche un lavoro particolarmente importante che riguarda le interconnessioni.

Ed è una strategia, secondo me, particolarmente rilevante, perché significa interpretare l’energia come chiave di sviluppo per tutti. Significa interpretare l’energia come chiave di sviluppo per le Nazioni che producono quell’energia e che devono beneficiare di quelle risorse per la propria prosperità e per il loro interesse, e per le Nazioni che, importando la parte in eccesso dell’energia che viene prodotta, possono contare su catene di approvvigionamento più solide, più vicine, più resistenti agli shock esterni. E poiché noi siamo passati in un periodo che ci ha dimostrato quanto fosse pericoloso non avere catene di approvvigionamento capaci di stare al riparo dagli shock esterni, penso che oggi dobbiamo correggere la rotta. Chiaramente non stiamo inventando nulla di nuovo – dobbiamo dirci anche questo – perché questo modello di cooperazione, questa idea di cooperazione – cioè una cooperazione da pari a pari, una cooperazione che porta sviluppo per tutti i suoi attori, una cooperazione che non è predatoria – è uno dei tanti insegnamenti che ci ha lasciato Enrico Mattei, che ha consentito all’Italia di essere una Nazione apprezzata, rispettata e amata in molte Nazioni del mondo. A partire proprio dall’Algeria, dove il segno lasciato da Mattei è ancora visibile, continua a generare benefici.

Ricordavo, nel nostro incontro con la stampa, che quando io mi sono recata ad Algeri nella prima visita che ho fatto da Presidente del Consiglio in un Paese del Nord Africa, con il Presidente Tebboune siamo andati a rendere omaggio ai giardini dedicati a Enrico Mattei ad Algeri.

Chiaramente di questa cooperazione, di questa strategia che è legata alla produzione di energia e alle interconnessioni ne è un esempio su tutti il gasdotto Transmed, che è anche detto – non a caso – “gasdotto Mattei”: un’opera che quando è stata costruita era considerata visionaria, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, e che ancora oggi rappresenta un modello, anche grazie alle espansioni che poi sono state completate nel corso del tempo. Ed è un modello particolarmente utile oggi in un tempo nel quale, ovviamente, la sfida della transizione energetica non può prescindere dalla capacità di connettersi a livello internazionale e a livello transcontinentale. La nostra ambizione è seguire questo solco, gettare nuovi semi, che possano produrre fatti duraturi nel tempo, che possano lasciare lo sviluppo di questa strategia. Lo abbiamo fatto con Transmed, e possiamo farlo ancora, con progetti strategici capaci di liberare il loro potenziale nel medio e lungo periodo: penso al South H2 Corridor per il trasporto di idrogeno verde dal Nord Africa all’Europa, penso alla nuova interconnessione digitale – i dati sono l’altra grande energia del futuro – che Sparkle e Algerie Telecom si sono impegnate a realizzare.

Ma il nostro partenariato non si limita solamente all’energia, anche se in questo caso l’energia diventa una strategia geopolitica. L’Algeria è una Nazione particolarmente dinamica, lo sta dimostrando. Oggi il Presidente Tebboune ci ha raccontato molto di quale fosse la condizione algerina all’indomani della conquistata indipendenza e dei passi da gigante che questa Nazione ha fatto. Oggi è una Nazione che investe molto per diversificare la sua economia, per attrarre nuovi investimenti e offrire opportunità a chi vuole investire.

Quello che voglio dire al Presidente Tebboune che Il Sistema Italia è pronto a fare la sua parte per sostenere questa Nazione amica, fondamentale per la stabilità dell’Africa, in questo cammino di rafforzamento della sua economia, a partire da quegli ambiti nei quali il dinamismo e know-how delle imprese italiane può rappresentare e rappresenta un valore aggiunto. Penso all’agroindustria, all’industria della difesa, alla farmaceutica, ai trasporti, alla logistica, alle infrastrutture fisiche e alle infrastrutture digitali, all’innovazione tecnologica. E le intese che sono state raggiunte oggi vanno esattamente in questa direzione, la loro qualità ribadisce quanto i rapporti che intercorrono tra di noi non vengano solo da molto lontano ma siano orientati al futuro.

Caro Presidente Tebboune, cari amici, oggi scriviamo una nuova bella pagina della nostra storia comune, lo facciamo con la consapevolezza che i nostri destini sono strettamente legati e lo saranno ancora di più nel futuro. A noi spetta il compito di essere all’altezza di un tempo difficile, di saper però anche cogliere le opportunità dalle crisi, perché – come ho detto tante volte – dalle crisi nasconde anche delle opportunità. E noi siamo stati capaci di cogliere delle opportunità dalle crisi nel passato, e sono certa che lo faremo ancora una volta, perché è stata quella capacità di cogliere delle opportunità dalle crisi che ha anche costruito la nostra solida amicizia. E quindi continueremo a farlo, per il benessere e la prosperità delle nostre Nazioni e dei nostri popoli.

Grazie ancora Presidente, grazie a Lei, ai suoi Ministri, grazie al suo popolo per quest’altra bella pagina di storia comune che abbiamo scritto insieme.

(Foto: Governo.it)

By

·

Lascia un commento