LA PROPAGANDA DI HAMAS E I NUMERI DI ISRAELE

Foto di fame a Gaza fabbricate da Hamas e numeri veri degli aiuti ai varchi. Sono i due volti del conflitto in Medio Oriente dove propaganda e realtà concreta vengono confuse te da una manno che punta a procedere con un piglio antisemita, a cui l’Europa abbocca.

Una vera e propria industria cinematografica è stata scoperta dal quotidiano bavarese Sueddeutsche Zeitung che, in un lungo reportage, osserva come alcune delle foto non provengono dalla Striscia, mentre altre ritraggono “bambini affetti da malattie croniche non correlate alla guerra”.

Dati che in Italia erano stati già subdorati con riferimento a certi scatti postati sui social da alcuni leader di estrema sinistra, preoccupati di far passare con insistenza il concetto di genocidio per un chiaro fine politico. Le immagini della sofferenza sono state artificialmente decontestualizzate, così che Hamas potesse far passare un messaggio legato al genocidio. Guerra ibrida allo stato puro.

Addiruttura la Bild cita apertamente un giornalista freelance reo di pubblicare regolarmente immagini e video anti-Israele sui propri profili social, pur essendo considerato come una fonte molto affidabile dal panorama dei media internazionali.

Di contro emergono i dati veri su come sta evolvendo la situazione a Gaza. 199 camion sono entrati nella Striscia di Gaza e hanno scaricato ai valichi di Kerem Shalom e Zikim. Tra questi: 41 del WFP, 44 del settore privato, 29 dell’UNICEF, 20 della Mezzaluna Rossa Egiziana.

Inoltre 5 autocisterne di carburante sono entrate nella Striscia e 100 pacchi alimentari sono stati lanciati dall’aria. Al momento sono disponibili 247 camion per la distribuzione: 212 dalle Nazioni Unite e dalle ONG internazionali, e l’equivalente di 2 camion è stato distribuito tramite lanci aerei. Sono 610 i camion che restano in attesa.

Numeri vs cinema, ovvero l’unico modo per smascherare la propaganda e provare a raccontare la realtà.

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