Che cosa sarebbe accaduto se al posto di Brigitte Macron si fosse trovata Giorgia Meloni? La premiere dame francese si è scagliata contro le femministe che bloccavano lo spettacolo del comico Ary Abittan assolto dall’accusa di stupro.
«Brutte str…», le ha epitetate, accendendo una polemica politica a tutto tondo. Ha tentato di gettare acqua sul fuoco il suo staff, giustificando la reazione come la mera volontà di “una critica del metodo radicale usato” dal collettivo di femministe #NousToutes, che indossavano maschere di Abittan con la scritta “violentatore”. Ma la toppa è peggio del buco.
Lasciando la patata bollente nelle mani francesi, qui in Italia la riflessione da fare è un’altra: il pregiudizio che esiste verso il premier italiano è ormai certificato e si colloca in un’area grigia a metà strada tra politica, società e media.
Quel pregiudizio è veicolato da chi giudica senza analizzare, critica senza capire, urla senza ascoltare, punta un dito senza capire che altri quattro sono rivolti verso chi pensa di essere migliore.
Dove sono adesso i soloni di sinistra sempre pronti a dare patenti di democrazia alla destra italiana?
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