Sono partiti da situazioni politiche analoghe, come la diffidenza del main stream e delle opposizioni o come la complicata situazione che hanno ereditato dalle precedenti amministrazioni (il super bonus e i banchi a rotelle non sono stati certo dimenticati).
Ma poi sono entrambi andati a dama. JD Vance e Giorgia Meloni, a colloquio oggi nella prefettura milanese in occasione del taglio del nastro delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, si intendono non poco. Lo dimostra la postura di corpi e sguardi prima che le dichiarazioni.
Hanno in mente ciascuno una Nazione che abbia dei requisiti precisi, che sappia compiere una serie di passi in una certa direzione, non lasciano che la vulgata orientata da certi ambienti possa interferire in strategie e obiettivi.
E poi sono ben consapevoli delle relazioni fra Stati Uniti e Italia, da rafforzare sempre di più anche alla luce di una convergenza politica.
Di fatto il MIGA di Meloni (Make Italia Great Again) è in parte già realizzato dopo tre anni di governo: lo dimostrano i numeri sull’occupazione, le intese siglate dal governo con una serie di partners altamente strategici, la credibilità internazionale riguadagnata con politiche fiscali serie e con impegni assunti con coscienza, dopo gli svarioni di Conte e dei cinque stelle, ma anche dopo le improbabili uscite di Renzi (quando era premier).
A Berlino ne sanno qualcosa: i tedeschi sono passati dalle lavate di testa di Merkel nell’ascoltare le promesse vuote di Conte e Renzi, alla piena collaborazione di Merz. Un abisso.
E di esempi ce ne sono tanti altri, come l’interesse del primo ministro Starmer per i centri in Albania o come la presenza di un italiano alla vicepresidenza esecutiva dell’Ue o come l’attenzione sincera e costante dimostrata dal golfo verso Roma. Un abisso, rispetto al passato.
Per cui, tornando a Vance, oggi a Milano è andata in scena l’anticamera di un possibile nuovo teatro politico: il dopo Trump, così come emerge dalla stampa americana, è iniziato, anche solo per motivi anagrafici. E vedere assieme Vance e Meloni, due a cui nessuno ha regalato nulla, è stata un’istantanea da (buon) sapore politico, ma soprattutto geopolitico.
(Foto: Governo.it)
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