Come fare business con logistica ed e-commerce? Lo spiega Assopostale

Che cosa hanno in comune posta e logistica nell’era dell’e-commerce e dei riders? Si può stabilire un nuovo patto sociale tra imprese, business e lavoro guardando a quella trasformazione digitale che conduce ai nuovi modelli di business e a nuovi rapporti di lavoro per far collimare gli interessi di tutti gli stakeholder?

Alcune risposte sono giunte dal meeting promosso al Parlamentino del Cnel di Roma da Assopostale, il player di riferimento per gli operatori postali privati operanti in Italia, alla presenza di autorevoli relatori e di realtà consolidate come Confetra, Amazon Logistics, Sailpost, Fulmine Group ed iCarry. L’obiettivo è concimare, con strategie efficaci e visioni lungimiranti, un terreno comune che potrebbe rivelarsi molto fertile alla luce dei nuovi vettori operanti in un panorama sempre più caratterizzato dalla diminuzione dei volumi postali. Al centro delle analisi stimolate da Assopostale la nuova logistica 4.0 che comprenda contratto, flessibilità e business, alla luce del trend nazionale della logistica, un mercato che da solo vale 9% del nostro pil.

“Abbiamo provato a far sedere allo stesso tavolo una serie di voci, specializzate e di prima fascia, accomunate dallo stesso tema: quello della trasformazione digitale che conduce ai nuovi modelli di business e a nuovi rapporti di lavoro che, in funzione della variazione dei volumi dovrebbero concedere maggiore flessibilità a dipendenti ed aziende, condizione necessaria per sostenere le sfide commerciali del futuro – osserva Valerio Castelli, Presidente di Assopostale – per cui adesso la nuova sfida è duplice: da un lato quella di amalgamare le singole esperienze dei principali operatori postali e di logistica, per delineare il ruolo del regolatore per la tutela del mercato postale; dall’altro quella di riuscire a mettere in rete le singole catene di recapito pubbliche e private, con particolare attenzione alla loro capacità di contribuire allo sviluppo delle economie locali”.

Spiace evidenziare la distanza della politica da temi afferenti il mercato postale e della logistica, le ultime norme in materia infatti non sono agganciate ai cambiamenti ed alle evoluzioni di tutto lo scenario produttivo nazionale (grande assente su questi temi è sempre il MISE). E’ quindi necessario stimolare un dibattito dal basso e lo stesso potrebbe essere ospitato già dal Cnel soprattutto in materia di lavoro e, non a caso, proprio da qui sono partite le tre proposte di legge avanzate da Confetra. (C. 2086, C. 2087, C. 2088 per la semplificazione normativa del sistema della logistica italiana, attualmente frammentata).

E conclude: “Scandagliare perimetro ed evoluzione del nuovo mercato postale nazionale significa affrontare a viso aperto la contingenza della definitiva apertura dei mercati e dalla maggiore efficienza del servizio di recapito, senza dimenticare il fattore della crescente internazionalizzazione del settore. In particolare penso al ruolo assunto dai players internazionali leader dell’e-commerce, in grado di mettere a disposizione rapidamente i prodotti provenienti dalle cosiddette fabbriche del mondo fino al domicilio dell’ordinante, talvolta coinvolgendo anche nuove figure, come i riders”.

twitter@PrimadiTuttoIta

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