Gli italiani hanno deciso: con Giorgia Meloni perché la sinistra ha fallito

Gli italiani hanno deciso: si cambia con Giorgia Meloni perché la sinistra del Partito Democratico ha fallito. Dalle elezioni di domenica scorsa emergono due elementi analitici.

Il primo, la 45enne Giorgia Meloni ha saputo parlare a tutti: agli imprenditori, alle famiglie, ai pensionati e ai ragazzi che cercano la loro strada. Non ha fatto le promesse ascoltate, ad esempio, da Alexis Tsipras nel 2015 o dal m5s poco dopo, piuttosto ha detto chiaramente che l’Italia è attesa da un inverno difficile, con poche risorse, senza la possibilità di fare altro debito, ma con un jolly: usare il Recovery per fare davvero le riforme che servono e non per dare il Reddito di cittadinanza, che è un bonus per stare a casa sul divano. 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le affiderà l’incarico di formare il governo: se Meloni non farà gli stessi errori fatti in passato da Renzi, Conte e Salvini avrà la speranza di formare un governo duraturo grazie ad un grandissimo risultato elettorale. Fratelli d’Italia ha la maggioranza stabile al Senato e alla Camera perché ha vinto in quasi tutti i collegi, anche in quelli storici della sinistra, in Toscana ed Emilia Romagna. 

Inoltre è un errore come fatto dalla stampa estraniera parlare semplicemente di “vittoria della destra estrema”, perché Giorgia Meloni ha portato il suo partito nella famiglia dei conservatori europei, di cui presiede il partito europeo. E’inoltre vicina ai Repubblicani americani e ha detto che i conservatori italiani si ispirano a Ronald Reagan. Dove sta dunque la destra brutta e cattiva che dipingono certi giornali stranieri? Meloni è anche l’unica donna italiana leader di un partito: mai la sinistra del Partito democratico aveva candidato una donna. 

Il secondo elemento è questo: il Partito Democratico ha tradito il suo elettorato storico, cioè operai e studenti, ma anche il riformismo che occorre a tutto il mondo per non affondare. Gli ultimi, i poveri e i pensionati hanno scelto Conte e Meloni.

Chi ha perso? La sinistra del Partito Democratico, con l’ex premier Enrico Letta che annuncia il congresso del partito a marzo 2023 dove non si ricandiderà.

Il Pd ha perso la fiducia dei cosiddetti ultimi (che scelgono M5s), del centro (che ha sostenuto Berlusconi e Calenda-Renzi) e dell’uomo qualunque che si è astenuto oppure ha votato Meloni. 

Troppo facile dare la colpa agli ultimi segretari, Zingaretti e Letta, anche perché il ragionamento dovrebbe investire obiettivi e valori che forse sono fermi al periodo pre Renzi. Per la prima volta nella storia del Pd si è arrivati al dunque: un congresso è inevitabile, forse marzo è troppo tardi, ma questo periodo all’opposizione può essere un’opportunità per riscoprire la propria indentità. 

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