“Il Presidente Giuseppe Conte sostiene che con la riforma della giustizia aumenterebbe la componente politica negli organi di autogoverno. Non risulta però che egli abbia mai espresso preoccupazioni per il fatto che, per decenni, i vicepresidenti del CSM – da Rognoni a Mancino, da Legnini a Ermini – siano spesso transitati direttamente dal Parlamento o dal Governo al vertice dello stesso Consiglio”.
Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che aggiunge: “Non ha fatto specie perché, pur degnissime persone, quasi tutti provenienti da partiti di sinistra? Nella riforma costituzionale il condizionamento della politica diminuisce: sia perché il sorteggio interessa anche la componente laica, che verrà attinta non da un blocco unico concordato dai partiti, ma da una lista ampia e qualificata; sia perché la quota espressione del Parlamento nella nuova Corte disciplinare sarà un quinto, invece del terzo che attualmente coincide con la componente laica dell’attuale sezione disciplinare del CSM. E credo che anche dalle parti del Presidente Conte un quinto sia meno, non più, di un terzo”.
(Foto: Governo.it)


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