FUMAROLA (CISL) AL FESTIVAL DELL’UMANO TUTTO INTERO: “UN WELFARE COMMUNITY ORIENTATO AI BISOGNI REALI. LA FAMIGLIA TORNI AL CENTRO DELLE POLITICHE PUBBLICHE E CONTRATTUALI”

«C’è bisogno di buona contrattazione e c’è bisogno di una contrattazione sociale che dia la possibilità di creare quei servizi necessari a supporto della genitorialità. Delle donne, perché non siano costrette a lasciare il lavoro dopo la nascita del primo figlio. E dei giovani, perché possano realizzare il proprio progetto di vita restando nel nostro Paese». È quanto ha sottolineato la Segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo stamane a Roma al 3° Festival dell’«Umano Tutto Intero», promosso dall’associazione Ditelo sui Tetti.

«Per questo — ha aggiunto — non basta difendere il welfare state così com’è. Dobbiamo costruire un welfare community orientato ai bisogni sociali veri: cura dei figli, diritto allo studio, assistenza agli anziani, sanità integrativa, non autosufficienza, trasporti, conciliazione. La famiglia deve tornare al centro: non come slogan, ma come criterio concreto di valutazione delle politiche pubbliche e contrattuali».
Nel suo intervento, Fumarola ha richiamato il valore storico della Legge 76 sulla partecipazione: «Non è solo una riforma delle relazioni industriali: è una norma vicina ai precetti della Dottrina sociale, del personalismo cristiano e della sussidiarietà. Traduce in istituti concreti un’idea alta: l’economia non è un meccanismo cieco, l’impresa non è solo capitale, il lavoro non è solo costo. Lavoro e impresa sono luoghi di responsabilità, cooperazione, crescita umana e sociale. La partecipazione è la via per costruire un modello di sviluppo efficiente e solidale, capace di tenere insieme produttività e giustizia, innovazione e progresso sociale».

La Segretaria generale ha poi sottolineato la dimensione trasformativa della partecipazione sui luoghi di lavoro: «Fare partecipazione significa umanizzare i processi produttivi, consolidare la democrazia economica, costruire flessibilità buona, radicare investimenti e occupazione nei territori. Vuol dire trasformare la fabbrica, l’ufficio, il campo, il cantiere da meccanismo a comunità, da luogo di sola esecuzione a spazio di responsabilità condivisa. È un modo diverso di concepire l’impresa e il lavoro».
A margine dell’evento, Fumarola ha poi ribadito la centralità della contrattazione decentrata come strumento di risposta concreta alle fragilità. «Dobbiamo permettere a tutte le famiglie di vivere una vita dignitosa. Attraverso la contrattazione bisogna fare in modo di agevolare la conciliazione, soprattutto per le donne che portano ancora il peso del lavoro professionale e del lavoro di cura. Al di fuori del mercato del lavoro, occorre creare servizi a supporto delle persone e delle fragilità, per evitare che si arrivi alle rinunce».
Rivolgendosi alle nuove generazioni, la leader della Cisl ha infine lanciato un appello alla responsabilità collettiva: «Le nuove generazioni sono molto attente e sensibili a diversi temi sociali. Non possiamo tradire le loro aspettative: dobbiamo consentire loro di realizzare il proprio progetto di vita qui nel nostro Paese. Diversamente, continueremo a perdere persone, capacità, professionalità. La risposta deve essere unanime: è questo il senso del patto di responsabilità che la Cisl propone per la prospettiva del Paese».


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