di Francesco De Palo
“Fede, allegria, ottimismo. Però, non la stoltezza di chiudere gli occhi di fronte alla realtà.”
Con questa frase di San Josemaria Escrivà de Balaguer, più volte il prof. Aldo Lojodice, uno dei più autorevoli giuristi italiani scomparso sabato scorso, mi ha indicato una traccia e un metodo.
L’indirizzo è quello che ha una sola e unica base: il lavoro, la fatica, la dedizione.
Il modus è quello della leggerezza, che sostiene lo sforzo e conduce al risultato.
Ho avuto la fortuna e l’onore di essere stato uno dei suoi studenti all’Università degli studi di Bari, ammaliato non solo dalla scienza del diritto ma dalla cornice in cui incanalare quello (come altri) sforzi.
Il curriculum del prof. Lojodice parla da solo, per cui agli studenti che nel corso dei decenni si sono susseguiti al suo desco spetta ricordare l’uomo di fede, la persona, il docente.
“Mi raccomando, non mollare”, mi disse in un momento difficile. Aggiungendo che “nessuno deve farti sentire inferiore, ma tu non commettere molti errori”.
E’ questo un aspetto strategico del rapporto docente-studente: ovvero la consapevolezza che il rispetto lo si deve innanzitutto a se stessi, alla sfida con cui ci si misura, chiedendo sostegno a Dio e provando a sbagliare il meno possibile.
Realismo e costruzione.
Non è retorica mettere l’accento su capisaldi della conoscenza come l’approfondimento costante, lo spirito critico, la curiosità di eccepire, l’umiltà di definire i propri limiti, il coraggio di guardare oltre gli steccati.
Ma sempre con una visione positiva e guidata dalla fede.
Un paniere di policies che il prof. Lojodice dispensava senza remore e senza timore di ‘risparmiare’ sui consigli: merce rara, in uno spaccato odierno dove troneggia il pressappochismo, la sciatteria di analisi o commenti, l’iper semplificazione.
La Costituzione come strumento di vita cristiana, oltre che come Carta del diritto, accanto alla Dottrina Sociale di Giovanni Paolo II che ruota attorno al primato della persona umana.
Ecco il lascito del prof. Lojodice: per l’Italia del diritto e per i suoi studenti, ormai cittadini attivi.


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