In Italia le reti di protezione hanno fallito? Sì e ce lo siamo detti in mille modi e con svariate formule. Per cui il ddl anti maranza ideato dal Governo vuole suppire a un deficit oggettivo. La famiglia, la scuola, i servizi sociali, le politiche territoriali sono in affanno.
A scuola è vietato bocciare, tragico retaggio del ’68, perché passa la vulgata del buonismo come nuovo modus operandi.
In famiglia non si dicono più no e si lasciano i ragazzi pascere con gli smartphone in tasca.
I servizi sociali spesso non sanano (vedi famiglia nel bosco).
I quartieri, non solo periferici, di moltissime città sono in balia della micro criminalità e di questa nuova specie sociale, appunto i maranza, che si comportano in spregio alla legge. E non è solo questione di esclusione sociale, povertà, emarginazione.
Qui c’è una fetta di ragazzi che vive nella più completa impunità, giustificati dalla solita politica di sinistra che è allergica e regole e norme, che si sente in diritto di scippare, picchiare, devastare.
Cosa avrebbe dovuto fare il Governo? Continuare a fare come gli altri, quindi girarsi dall’altro lato e sperare che non scappi il morto?
Il ddl nasce sulla base di una direzione di marcia imboccata dal Governo: chi sbaglia, paga.


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