Grazie alla circolare del Ministero della Salute pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, viene superata la frammentazione della gestione del fenomeno legato al Fentanyl, con la possibilità di inserire finalmente un paniere di regole per la sicurezza, la custodia e la tracciabilità. Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervistato dal Messaggero, fa il punto sulle iniziative del Governo a proposito dei furti di Fentanyl, su cui annuncia una stretta.
“Non tolleriamo zone franche con illegalità e spaccio”, spiega, accanto ad un dato che preoccupa: “Continua a essere sottovalutata la pericolosità delle droghe cosiddette leggere, senza comprendere che in passato il principio attivo della cannabis, era presente a una percentuale media dell’1,5-2 per cento. Oggi è arrivato alla media del 30%. Lo sforzo che abbiamo fatto non punta soltanto al contrasto della presenza criminale, ma anche all’offerta di alternative. Penso al lavoro che è in corso a Caivano da tre anni e nelle altre zone in cui applichiamo quel modello, soprattutto al Sud Italia. Significa offrire centri sportivi, teatri, luoghi di ricreazione per gli adolescenti e per le loro famiglie, proprio per ché non ci sia soltanto il volto necessario del poliziotto che stronca l’occupazione abusiva e il traffico di sostanze stupefacenti”.
E aggiunge un elemento di prospettiva: “A noi preoccupa molto il fatto che questa sostanza continui ad essere considerata leggera: oggi è un’emergenza nazionale”. A proposito del furto di 80 fiale all’ospedale Israelitico di Roma, Mantovano sottolinea che dal marzo del 2024 è operativo il Piano Nazionale sul Fentanyl e sugli oppioidi sintetici. “Da allora abbiamo censito decine di furti di questa sostanza. Quello dell’Ospedale Israelitico di Roma è certamente il più significativo dal punto di vista quantitativo, però sono stati frequentissimi gli episodi. Per questo il Ministero della Salute, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento Antidroga, con i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, ha pubblicato la circolare che va a contrastare quello che po-tremmo definire un colabrodo”.
La scelta del governo va in una direzione precisa: “Si stabilisce che ogni struttura sanitaria indichi il responsabile della custodia: deve essere una persona fisica. Vengono definiti tutti i dettagli: le responsabilità organizzative, la tipologia delle chiavi, i luoghi di custodia, le verifiche della giacenza e anche i tempi entro i quali comunicare l’eventuale sottrazione della sostanza. Viene utilizzata l’informatica al posto dei registri cartacei. La circolare richiama la normativa vigente e in particolare una disposizione del Codice Penale, l’articolo 40 comma 2, che stabilisce che non impedire un atto illecito che si ha l’obbligo di impedire equivale a cagionarlo. In sintesi: anche l’omessa custodia diventa un concorso nella detenzione illecita e nello spaccio di stupefacenti”, conclude.
(Foto: Governo.it)


Rispondi