CAMPO LARGO, SONO PIU’ I GALLI DEI VOTI?

Ora anche l’ex prefetto Gabrielli annuncia la discesa in campo. Prima c’erano stati altri nomi. Bettini, Conte, Ruffini, Sala, Salis, De Caro.

Manca solo Elodie o il solito attore della “cricca che fu” (quelli, per intenderci, che incassavano pochi spiccioli al botteghino dopo aver avuto contributi per centinaia di miglia di euro) che urla dal palco del primo maggio.

Tutti caratterizzati dalla voglia di fare il capo del centrosinistra, il cosiddetto campo largo, talmente largo che ormai ci si perde. Ah, quanti galli.

Ci si perde tra il solito paniere di temi: migranti, salario minimo, green deal, patrimoniale. Chi più ne ha più ne metta. Non sia mai a mettere a terra un’idea per imprese, made in Italy, studenti, fragili.

Nomi, cognomi, impegni, propositi, demagogia: non manca nulla nel ritornello che accompagna le promesse di queste opposizioni, accomunate dal fatto di chiedere al premier di riferire in aula (copyright Bonelli) e dalla voglia di trovare un federatore in stile Prodi 1996.

Se tanto mi dà tanto, allora, potrebbe finire come nel ’96. Tanti galli e galletti nel pollaio, senza un progetto comune, senza la visione di un paese, senza la capacità di capire quali sono i bisogni degli italiani. Auguri.


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