MATERIE PRIME, COSI’ L’UE FINALMENTE DIFENDE LA PROPRIA INDUSTRIA. ECR CHIEDE UN CENTRO EUROPEO

L’Europa, seppur in ritardo, ha deciso di provare a difendere la propria industria. Oggi infatti è stata approvata a larga maggioranza la posizione del Parlamento europeo sulla revisione mirata del Critical Raw Materials Act e la creazione di un Centro europeo per le materie prime critiche. “Con il voto di oggi, il Parlamento europeo compie un passo importante verso la creazione di un Centro europeo per le materie prime critiche, uno strumento che abbiamo fortemente sostenuto per ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione”, commenta Mariateresa Vivaldini, eurodeputata di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR, che tra l’altro ha proposto il Governing Board che garantisca il pieno coinvolgimento degli Stati membri nelle decisioni strategiche.

Secondo Vivaldini le materie prime critiche sono diventate una leva fondamentale del potere geopolitico. “Chi ne controlla l’approvvigionamento condiziona il futuro della nostra industria, della transizione tecnologica e della nostra sicurezza. Mentre Cina, Stati Uniti e Giappone rafforzano le proprie strategie di approvvigionamento, l’Europa deve dotarsi di strumenti altrettanto concreti. Il nuovo Centro dovrà sostenere investimenti, acquisti congiunti, accordi di lungo periodo e stock strategici, rafforzando le capacità europee lungo tutta la filiera, dall’estrazione alla trasformazione e al riciclo”.

E aggiunge: “Il contributo dei Conservatori europei è stato determinante, a partire dalla nostra proposta di istituire un Governing Board che garantisca il pieno coinvolgimento degli Stati membri nelle decisioni strategiche. Abbiamo lavorato per un Centro autonomo, con una governance solida, responsabilità definite e obblighi proporzionati per le imprese. Ora occorrono finanziamenti adeguati, anche attraverso il Fondo europeo per la competitività, e tempi certi per renderlo operativo. Il voto di oggi, sostenuto da cinque gruppi politici, apre la strada ai negoziati con il Consiglio. L’autonomia strategica non si costruisce soltanto con nuovi obiettivi, ma riportando investimenti, capacità produttive e sicurezza degli approvvigionamenti in Europa. È questa la priorità che porteremo avanti anche nel trilogo”.


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