Quella Monnezza di Stato che inquina la Terra dei Fuochi

Monnezza-di-StatoOltre 3,5 milioni di persone residenti in quel quadrilatero ribattezzato Terra dei fuochi sono stati per anni in balia di una politica collusa con la Camorra, incapace di controllare ciò che accadeva con il traffico dei rifiuti e lo sversamento illegale nelle campagne. Un insulto ambientale di sostanze tossiche che, in maniera sinergica e perpetua, hanno esposto l’organismo a danni genetici che portano all’aumento di una serie di patologie come i tumori e alcune malattie rare.

Questo racconta “Monnezza di Stato” di Antonio Giordano e Paolo Chiariello che sarà presentato, a Roma, il 18 giugno alle ore 17 presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini con il Sindaco della capitale, Ignazio Marino, e con l’Assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. L’incontro sarà moderato da Francesca Fialdini, giornalista e conduttrice RAI. Insieme a loro le testimonianze, di Pietro Parisi, cuoco contadino, che ha deciso di rimanere nella “Terra dei fuochi”, perché non tutto è perduto e del Procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, che segue  l’inchiesta sulla “bomba” di amianto dell’Isoochimica di Avellino.

Proprio in Campania il numero dei caso di tumore è in continuo aumento: oltre 30mila nuovi casi di tumore in un solo anno, come rileva il dossier elaborato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum). Nel solo 2012 si sono ammalate circa 500 persone in più rispetto al 2011.
Sul punto si segnala il recente appello firmato dal direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, l’oncologo napoletano Antonio Giordano, sottoscritto da quasi 500 tra ricercatori e intellettuali. Tra di loro anche il comandante Vincenzo Arcobelli, coordinatore del Ctim (Comitato tricolore per gli italiani nel mondo) nel Nord America secondo cui “è necessario estirpare al più presto dalle nostre terre del bel Mezzogiorno d’Italia il cancro della illegalità, della distruzione della salute dei cittadini e di quel patrimonio naturale ed ambientale causato dal business dei rifiuti tossici – sottolinea – Siamo pronti a fare la nostra parte per contribuire a cambiare la mentalità ed il modo di agire di pezzi della popolazione, mettendo in primo luogo sempre gli interessi delle comunità e la salvaguardia della loro salute».
Proprio per questo motivo è stata lanciata una petizione on line al fine di raccogliere migliaia di adesioni da consegnare simbolicamente ai rappresentanti istituzionali.

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