Qui Faros: se la monnezza si fa di Stato…

terradi Fedra Maria

Se la monnezza si fa di Stato, allora significa che Stato non c’è. «Che gli esseri umani distruggano la diversità biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compromettano l’integrità della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l’aria: tutti questi sono peccati». Queste sono le parole di Papa Francesco contenute nella sua Enciclica “Laudato sii” con cui il Pontefice chiede a tutti gli uomini il rispetto dell’ambiente. Ma c’è un pezzo d’Italia dove quel postulato non vale.

E’la Terra dei Fuochi dove i 3,5 milioni di persone residenti in quel quadrilatero sono stati per anni in balìa di una politica collusa con la Camorra, incapace di controllare ciò che accadeva con il traffico dei rifiuti e lo sversamento illegale nelle campagne. Questo racconta “Monnezza di Stato” di Antonio Giordano e Paolo Chiariello presentato a Roma. Insieme a loro le testimonianze di Pietro Parisi, cuoco contadino, che ha deciso di rimanere lì perché non tutto è perduto e del Procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, che segue l’inchiesta sulla “bomba” di amianto dell’Isochimica di Avellino.

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