Chi è il baby cervello italiano che rivoluziona la cardiochirurgia?

di Leone Protomastro

Che succede se un 18enne figlio di un operaio inventa una tecnica che rivoluziona l’utilizzo degli stant in sala operatoria?

Che i colossi della cardiologia mondiale faranno presto a gara per accaparrarsi i suoi servizi. Ma ancora prima, se possibile, riempirà di orgoglio il suo Paese.

Lo studente in questione si chiama Giuseppe Bungaro e ha frequentato l’IISS “Del Prete-Falcone” Liceo Scientifico di Sava (Taranto) mentre il sabato sera, per sbarcare il lunario, serviva pizze ai tavoli del suo paese.

Senza avere baroni universitari alle spalle, ha vinto il concorso “I giovani e le scienze”, gara riservata a studenti fra i 14 e i 21 anni e organizzata dalla FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche). Una sorta di Sanremo per i migliori talenti italiani da inviare all’EUCYS – European Union Contest for Young Scientists, finale del Concorso dell’Unione Europea dei giovani scienziati, che Giuseppe ha vinto con il progetto “Stent pericardico auto-espandibile”.

Si tratta di un lavoro innovativo nel campo della cardiochirugia che gli ha permesso di vincere anche il Premio 100 Eccellenze Italiane, ricevuto lo scorso novembre a Roma, a Montecitorio. A 18 anni Giuseppe vanta già numerose ore trascorse in sala operatoria, mentre su di lui si stanno muovendo i migliori atenei del continente (e non solo) per aggiudicarselo nel corso di laurea in Medicina.

LA SCHEDA

Uno stent è un tubicino utlizzato per riparare le arterie ostruite o indebolite e si inserisce in occasione di un intervento di angioplastica. Si tratta di una prassi che viene seguita per ripristinare la normale circolazione sanguigna nelle arterie ostruite o bloccate e lo stent serve appunto ad impedire che le arterie si ostruiscano o si blocchino nuovamente.

Solitamente sono fatti di rete metallica, ma gli ultimi studi hanno condotto a stand fatti di tessuti (come quelli cosiddetti ad innesto). Si utilizzano nelle patologie coronariche, o coronaropatie, in caso di presenza di placche che riducono l’afflusso di sangue, limitando così l’ossigeno di cui necessita il cuore.

twitter@PrimadiTuttoIta

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