Grano, l’Italia non è sotto attacco del Canada

di Francesco Braga *

L’Italia non è sotto attacco e soprattutto non è sotto attacco canadese. Caspita, dopo i palesi multipli errori di Biden, dopo il cattivone Putin che taglia il gas (e tanto altro), dopo la siccità, ci si mette anche il Canada, un paese con una “sterling reputation”, di sicuro un paese amico? Well… not really, honest.

Lo scopo di questa nota, in un momento cruciale della vita della nostra Patria è solo quello di rassicurare i lettori: almeno nel caso del grano (duro, quello che si usa per la pasta) l’Italia non è sotto attacco. Soprattutto non è sotto attacco Canadese. 

Bisogna infatti comprendere quale sia la condizione di mercato e l’impatto che il “nuovo raccolto” ha normalmente sul prezzo di mercato di un prodotto agricolo. In pratica, dato che immagazzinare la derrata costa (oneri di stoccaggio, interessi passivi e cosi’ via), di norma il prezzo e’ al minimo dell’anno al momento del raccolto e sale nel corso dei 12 mesi successivi. Il periodo del raccolto per il grano duro e’ adesso (luglio) sia in Italia che in Canada e Stati Uniti. Dunque è fisiologico che in un mercato normale in questo periodo il prezzo cali. 

Un’immagine vale piu’ di 100 parole. Il recente prezzo del grano duro a Minneapolis, centesimi di dollaro americano per bushel dice molto. 

La figura illustra il prezzo del duro, in dollari americano per bushel, sulla piazza di Minneapolis, di fatto il prezzo di riferimento anche per il prezzo del duro canadese. Questo prezzo “crolla” del 25% circa nelle ultime tre settimane. Cosa sarà mai successo? La terribile speculazione? Che Putin abbia finalmente permesso l’export del grano (tenero) dell’Ucraina? Nulla di tutto questo, è solo l’effetto dell’arrivo sul mercato del nuovo raccolto, un buon raccolto. Tra parentesi, questo prezzo è circa il 42% piu’ basso del massimo di un anno fa.

Vediamo l’andamento del listino prezzi sulla piazza di Bari. Il 28 Giugno, la prima rilevazione settimanale per il nuovo raccolto, il prezzo era 575-580 Euro/tonnellata, per calare a 520-525 Euro/t nella rilevazione del 12 Luglio, due settimane dopo; il calo e’ circa del 10%. Pur dopo questo calo, il prezzo è comunque circa il 60% maggiore del prezzo di un anno fa. 

Cosa significa tutto questo? Che l’apparenza spesso inganna, che fraintendimenti anche macroscopici sono sempre possibili, che saltare a conclusioni affrettate senza avere fatto un minimo di ricerca… sono tutte cose che succedono e che possono creare, queste si, fake news, come in questo caso. In un periodo come quello attuale, purtroppo, c’è già abbastanza di cui preoccuparsi, ci manca l’invenzione della speculazione internazionale contro i produttori di duro Italiano.Insomma, i produttori di grano duro in Puglia possono stare tranquilli, non c’è nessun attracco speculativo dal Canada e neppure dalla finanza internazionale!

Solo l’arrivo del nuovo raccolto che, in tempi di possibili carestie da siccità e guerra, grazie al cielo è in corso ed è abbondante. Tra parentesi, Chicago non è il mercato di riferimento per il duro, lo è Minneapolis. Ad ogni buon conto i prezzi sia a Chicago (grano tenero) che Minneapolis (duro) sono in forte calo per l’arrivo del nuovo raccolto che in Nord America, come da noi, avviene adesso, non tra quattro mesi in autunno.

È grano, non soia o mais. Dunque non tanto la fake news degli speculatori internazionali contro il nostro duro (ma perche’ mai al ribasso, poi), ma gli speculatori stessi sono la vera fake news del giorno. Questo fraintendimento non aiuta gli agricoltori che lavorano sodo e affrontano molte difficoltà, spesso senza alcuna riconoscenza da parte del consumatore finale che beneficia del loro duro lavoro. Ricordiamocelo, senza agricoltori ci mettiamo a dieta stretta, altro che pace o condizionatore.

(Foto: Flickr)

*Dottore Agronomo, Milano

Presidente di Canada 1, il circolo Canadese di Fratelli d’Italia.

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