RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: IL REFERENDUM IN PILLOLE

Sono tre gli aspetti più importanti introdotti dalla riforma della giustizia ideata dal governo, che verrà sottoposta a referendum tra un mese, il 22 e il 23 marzo.

In primis il nuovo CSM, con il sorteggio dei membri per superare le logiche correntizie: così verranno superate le degenerazioni che per decenni sono state le protagoniste indiscusse dell’attività del CSM. Infatti ad oggi i magistrati vengono eletti su proposte formulate dalle “correnti”, mentre se passerà la riforma ci sarà il sorteggio che garantirà una scelta fatta secondo criteri tecnico-professionali e non politico-ideologici.

In secondo luogo la nascita dell’Alta Corte Disciplinare, ovvero un organismo autonomo e terzo per la giurisdizione disciplinare. Infine la separazione delle carriere, così da avere giudici e PM con percorsi distinti per garantire la giusta imparzialità di ogni processo.

Quest’ultima novità è altamente significativa perché permette di rafforzare l’indipendenza della magistratura, perseguendo l’articolo 104 della Costituzione. La riforma infatti stabilisce che “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”.

Si tratta di un referendum confermativo che non richiede quorum, per cui la riforma verrà approvata se otterrà la maggioranza dei voti validi, indipendentemente dal numero dei votanti.
I cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono esprimere il propri voto al referendum per posta, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza.


Commenti

Rispondi

Scopri di più da PRIMA DI TUTTO ITALIANI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere