“Per tre giorni Firenze è stata il luogo in cui abbiamo provato a immaginare il futuro dell’Europa. Si chiude oggi Digital Renaissance, ma il messaggio che parte da qui è destinato ad andare lontano. Già una volta Firenze ha saputo tenere l’uomo al centro di una grande rivoluzione, oggi siamo chiamati a replicare quell’esperienza”.
Con queste parole il parlamentare europeo di FdI-Ecr Francesco Torselli ha chiuso la tre giorni organizzata insieme alla Fondazione New Direction. Al centro del confronto i grandi temi della trasformazione tecnologica, dell’intelligenza artificiale, delle telecomunicazioni, della competitività europea e della sovranità digitale.
“Firenze non è stata soltanto il luogo che ha ospitato questo confronto, ma il suo punto di partenza naturale. Una città che non esaurisce il proprio ruolo nella sua storia, ma che può tornare a essere pensatoio, incubatore di idee, laboratorio permanente di innovazione e spazio di incontro tra istituzioni, imprese, cultura e creatività europea. Il Rinascimento non è solo ciò che Firenze è stata: può essere ancora ciò che Firenze sceglie di essere. Il messaggio che abbiamo voluto lanciare in questi giorni è chiaro: i conservatori non sono contro il progresso. Vogliamo governarlo. Non subirlo, ma guidarlo. Non avere paura del cambiamento, ma affrontarlo con coscienza, senza rinunciare ai nostri valori e alla nostra libertà. È questa la sfida dell’epoca digitale. Siamo pronti a raccogliere tutte le sfide che l’Europa ci mette di fronte: dalla sovranità digitale al futuro delle telecomunicazioni, fino alla semplificazione normativa necessaria per rendere il mercato europeo più competitivo. Servono regole efficaci, semplici da applicare e capaci di accompagnare lo sviluppo senza gravare le imprese di nuova inutile burocrazia.
Prendiamo ad esempio il Digital Network Act, proposta di regolamento che mi vede relatore per il gruppo Ecr; questo deve essere uno strumento di semplificazione, non di sovrapposizione normativa: deve rafforzare la cooperazione europea valorizzando il ruolo delle autorità nazionali. Servono investimenti, innovazione e infrastrutture.
E il futuro delle telecomunicazioni, ormai è chiaro, passa dalla fibra. Non abbiamo paura di questa transizione né dello switch-off del rame: vogliamo solo affrontarlo senza lasciare indietro nessuno. Allo stesso modo non abbiamo paura del mercato unico digitale europeo e accogliamo con favore il recepimento da parte della Commissione delle indicazioni del Governo italiano. Anzi, ci saremmo aspettati ancora più coraggio sulla riforma del roaming che, senza mettere in discussione il principio del ‘roam like at home’, avrebbe potuto liberare maggiori risorse per investimenti infrastrutturali e innovazione.
Le nostre posizioni nascono da una visione europea che mette al centro crescita, sovranità e competitività”. “La storia di Firenze, in particolare quella del Rinascimento, e la sfida contemporanea dell’innovazione sono analoghe: allora come oggi, il cambiamento può e deve essere governato mettendo l’uomo al centro. Da Firenze lasciamo partire un messaggio politico e culturale rivolto all’Italia e all’Europa: siamo pronti a guidare la transizione digitale senza rinunciare alla nostra identità. Con coraggio, visione e radici ben salde. Tre secoli fa Anna Maria Luisa de’ Medici affidava alla città il compito di custodire il patrimonio ricevuto. Oggi la sfida è la stessa: non custodire soltanto ciò che abbiamo ereditato, ma costruire ciò che lasceremo. Perché il futuro non appartiene a chi lo teme, ma a chi ha i valori e il coraggio di governarlo”.


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