PIU’ POTERE DI ACQUISTO: ECCO COME C’E’ RIUSCITO IL GOVERNO

Non solo politica estera. Con il Piano Casa, il decreto primo maggio e il cuneo fiscale il governo ha cambiato passo sul lavoro e sui redditi, dopo anni di sostanziale stagnazione politica in cui le promesse erano maggiori dei fatti. Lo dimostra l’impatto dei principali provvedimenti adottati in questa legislatura per rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori: dal taglio del cuneo fiscale a quello dell’Irpef, dall’aumento dell’assegno unico ai premi di produttività, dai fringe benefit ai congedi parentali. Un insieme di misure che genera benefici concreti e verificabili. Eccoli in dettaglio.

Secondo il Dipartimento per il Programma di governo guidato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, è altamente positivo l’impatto complessivo dei principali interventi introdotti dal governo Meloni a sostegno del potere d’acquisto.

Si trata di iniziative come il taglio del cuneo fiscale, la riduzione dell’Irpef, la detassazione dei rinnovi, dei fringe benefit e premi di produttività, oltre all’aumento della soglia dei buoni pasto. Senza dimenticare le iniziative per le famiglie, in modo particolare l’incremento dell’assegno unico, i bonus per le mamme lavoratrici, per i nuovi nati, per gli asilo e i congedi parentali indennizzati all’80%.

Proprio al fine di raccontare concretamente come cambierà lo status dei lavoratori, il dipartimento ha creato due esempi pratici da cui si evince come sarà possibile cumulare l’insieme dei benefici previsti dalle misure introdotte.

Il primo verte il caso di una mamma lavoratrice che tramite la nuova azione dell’esecutivo potrebbe avere n reddito disponibile più alto di 11.600 euro rispetto al 2022, il secondo caso riguarda invece un lavoratore senza figli che conterebbe su più di 2.400 euro all’anno.


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