Agenda Sud, Piano Estate, Decreto Caivano, investimenti su digitale e STEM sono gli strumenti che il Governo ha messo in campo per la scuola italiana.
E frutti sono arrivati, come dimostrato dai dati Invalsi del 2026: i numeri, non le promesse, dicono che il Sud recupera terreno e i divari si riducono. Nello specifico oltre 520.000 ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola non l’hanno fatto. Infatti se nel 2022 l’abbandono scolastico era all’11,5% oggi è sceso al 7,3%.
“Abbiamo superato, con anni di anticipo, l’obiettivo UE del 9% per il 2030 e siamo davanti a Spagna (12,8%) e Germania (13,1%)”, dice Giorgia Meloni commentando i rilievi, aggiungendo che “non abbiamo abbassato l’asticella per trattenere di più: scende il numero di chi arriva al diploma senza competenze adeguate e crescono le eccellenze”.
Certamente resta ancora molta strada da fare, come raccontano le fragilità alle elementari, in Italia come all’estero, ma le nuove Indicazioni nazionali (“più lettura, grammatica e sintassi, rivoluzione della matematica, carta e penna dove serve”) rappresentano un ottimo viatico per proseguire nella strada riformatrice dela scuola italiana.
“Il lavoro non è finito. Ma la direzione è quella giusta”, aggiunge la premier.
E il ministro dell’istruzione del merito Giuseppe Valditara precisa: “Abbiamo recuperato dal 2022 520mila studenti che prima nella migliore delle ipotesi stavano sul divano oppure erano impiegati nel lavoro nero o nella criminalità. Il fatto che in Campania siano stati recuperati decine di migliaia di studenti è un dato veramente importante. Agenda Sud, il decreto Caivano, il docente tutor hanno funzionato egregiamente”. Per il futuro l’impegno è: “più grammatica, più sintassi, più lettura, più libro, più penna e meno tablet, c’è necessità di un cambiamento”.


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