Fate largo all’app italiana da 20 milioni di download

SLdi Enrico Filotico

Venticinque anni, nato a Manfredonia in Puglia e creatore di una app che ad oggi registra venti milioni di download. Vincenzo Colucci, in arte GinLemon, è il padre di Smart Luncher, applicazione che aiuta a rimettere in ordine lo smartphone, dotata di un’interfaccia alternativa per dispositivi Android, più semplice, intuitiva e organizzata di quella normalmente installata. Colucci oggi rappresenta l’alternativa al classico esterofilismo italico: torna a Manfredonia dopo aver concluso gli studi a Bologna e con due amici riprendono a lavorare, l’unico modo per continuare a crescere.

Da dove nasce un’idea che batte Yahoo e Facebook?
Smart Launcher è nato da una mia esigenza personale. Avevo un telefono Android economico ed un giorno pensai di poter creare un software che ne migliorasse le performance e la comodità d’uso. Credo però che sia doveroso fare una piccola precisazione, non credo sarebbe corretto parlare di idee che hanno battuto altre. Io ho esplorato questo campo prima, loro sono arrivati più recentemente ed al momento hanno una minore diffusione ma siamo solo all’inizio e non c’è una reale competizione.

Eri a Bologna e sei tornato a Manfredonia. Perché?
Dopo la laurea sono tornato a Manfredonia dove ho conosciuto la mia ragazza. Il mio è un lavoro particolare e lo potevo fare da casa, c’era motivo per me di tornare in Emilia.

Il tuo soprannome è GinLemon. Perché?
Alle elementari alcuni bambini pronunciavano male il nome “Vincenzo”, in qualcosa che risultava in una sorta di “gingenzo”. Qualche anno più tardi usai quel nome come nickname in chat ed un mio amico mi suggerì che GinLemon suonava meglio ed era simile. L’idea mi piacque e decisi di adottare quel nickname su internet, non sapevo neanche che si trattasse di un cocktail alcolico.

Adesso vorresti partire con una piccola impresa tua, ma quanto è difficile in Italia in questo momento?
È difficile. Provenendo da un liceo scientifico non ho mai studiato diritto ne economia. Per me è difficile orientarmi, reperire informazioni, capire i discorsi dei commercialisti, credere che ci siano tanti obblighi da adempiere. Credo che tutto questo potrebbe essere semplificato.

Credi che all’estero saresti più agevolato?
Non ho esperienza diretta ma mi pare di capire di si. In paesi come l’Irlanda la pressione fiscale è decisamente minore ma soprattutto la gestione di un’azienda è fortemente semplificata, l’Italia ha ancora tanto su cui lavorare. Oggi sono qui però e credo fortemente nel mio lavoro e nel poterlo fare bene.

Hai mai temuto di dover emigrare per fare qualcosa che sapevi comunque di poter fare qui?
Di più, l’ho considerato seriamente ma per me essere costretto ad andare via da questo Paese sarebbe come impormi un esilio. Non ho paura di andare all’estero anzi, ma farlo dovrebbe essere una mia scelta e non l’unica via per trovare una sistemazione lavorativa.

Ti sei emozionato di più quando hai scoperto di aver creato qualcosa di assolutamente innovativo o quando hai creato la tua prima app?
Vedere la mia prima app avviarsi sul telefono è stato un momento elettrizzante. Avevo appena creato qualcosa e sentivo sarebbe stato solo l’inizio. Al contrario scoprire di aver creato qualcosa di importante è stato un processo graduale. In generale mi emoziono ogni volta che ricevo un email da un utente dall’altra parte del globo che mi parla di come abbia scoperto ed ora usi la mia app.

Quando hai capito che la tua idea stava diventando un fattore determinante nel panorama mondiale?
Probabilmente quando vidi citare Smart Launcher tra le pagine di un manuale ufficiale Samsung.

Hai detto già più volte di non essere un luminare, ti sei solamente applicato. Oggi consiglieresti ad un ragazzino di seguire le tue orme? Quali sono le carte giuste per fare questo lavoro?
Sicuramente la mia è una professione in ascesa e un infarinatura di informatica non può che far bene a chiunque. Detto questo, credo che la chiave sia sapersi differenziare e non limitare mai la propria curiosità. L’unico consiglio che mi sento di poter dare a tutti è senza dubbio quello di non arrendersi davanti ai fallimenti. Non si tratta di “essere portati” ma semplicemente di volerlo fare.

@PrimadituttoIta

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