Il fondo: Toronto e Napoli, ecco a voi il terrore

marie-damico-attentatoDi Roberto Menia

Cosa c’è che accomuna la strage di Toronto con l’arresto di un migrante a Napoli? Il terrore. Quella sgradevole sensazione che ci attanaglia l’intestino, che ci dà l’amaro in bocca perché fa paura. La paura di non poter più passeggiare in tranquillità, la paura di doversi ormai guardare le spalle ogni nanosecondo, la paura di svegliarsi al mattino e apprendere dell’ennesima strage.

Ecco il terrorismo che penetra nelle nostre vite, che ci toglie la serenità, che spezza vite e sogni. In Canada a farne le spese è stata una ragazza di origini italiane, precisamente della Basilicata. Aveva un buon lavoro e oggi non più. Un pazzo l’ha travolta. Un pazzo, un terrorista. Uno che ha deciso di seminare del terrore.

A Napoli un 21enne migrante giunto dal Gambia è stato arrestato: sospettano che avesse in mente un attentato terroristico.

Era arrivato in Italia mescolandosi alle migliaia di migranti che ormai hanno imparato a memoria l’autostrada per l’Europa, quel canale che si chiama retorica radical chic che consente un passaggio franco. Lo sanno bene a Capalbio, patria e spiaggia del falso perbenismo che poi però quando si tratta di toccare con mano cosa si è promesso un attimo prima, vede gli occhi voltarsi dall’altro lato.

E’grazie a questa direzione di marcia che l’occidente sta perdendo la sua battaglia, identitaria, di sicurezza, ideologica, valoriale, religiosa. E’in questo tunnel che ci sta ficcando, per quella voglia obliqua di accogliere tout court e di non accorgesi che ormai siamo in mezzo a un guado: buio e tempestoso

La luce scarseggia in questo tunnel, per questo occorre che qualcuno la riaccenda. Chiedere più sicurezza non significa fare del populismo o soffiare sul bracere: solo fare della buona politica in un Paese dove ormai si è perso il senno.

Come accaduto in Campania, dove i beni immobili sequestrati alla camorra vengono donati ad un’associazione di omosessuali per realizzarvi una sede di lavoro. Peccato che nessuno abbia pensato a qualche famiglia indigente, o i bimbi senza padri o madri, ai derelitti o ai tossicodipendenti da raddrizzare, che in quella regione così come in altre purtroppo non mancano.

Si va solo in una direzione: la direzione del terrore. Politico e valoriale. Invertiamo la rotta. O sarà troppo tardi.

twitter@robertomenia

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s