Trieste e Slovenia, la denuncia di Menia: “Italia genuflessa al falso storico”

“Non c’è limite al peggio in questa Italia senza spina dorsale”. Lo dichiara l’on. Roberto Menia, responsabile per gli italiani nel mondo di Fratelli d’Italia commentando l’annunciato programma della visita del Presidente della repubblica Mattarella a Trieste il prossimo 13 luglio.

Così prosegue. “Non bastava al Presidente della Repubblica italiana venire a consegnare ad un capo di stato straniero, il Presidente della Repubblica di Slovenia, un edificio sede di facoltà universitarie (che vengono sfrattate) perché a sua volta lo consegni alla minoranza slovena: procedura imbarazzante a corredo di una storia ancor più imbarazzante. Ora si omaggiano pure i terroristi che volevano dare Trieste alla Jugoslavia.

Secondo il Quirinale si “restituisce”  agli sloveni il “Narodni Dom”, nel centenario del suo incendio, chiedendo agli stessi scusa per le sofferenze patite a causa del fascismo.

Storia bugiarda perchè il fascismo non c’era ancora e soprattutto l’incendio avvenne dopo una vera e propria battaglia, tra italiani (tra questi anche le prime squadre fasciste) , reparti di pubblica sicurezza e slavi asserragliati nel “Balkan” (in cui era custodita una santabarbara). Cadde un ufficiale italiano, Luigi Casciana, ucciso da una bomba a mano lanciata dal Balkan. Ma lui non è degno di essere ricordato.

Falso il presupposto della cessione dell’edificio: l’Italia ha già pagato con la costruzione del teatro Sloveno (come concordato negli allegati del Memorandum di Londra) e con  il Narodni dom nel rione di San Giovanni (costati secondo le stime dello stato quasi 10 milioni di euro) la stessa rivendicazione slovena oltre 50 anni fa.

Che ci dice, piuttosto, il Presidente Mattarella, delle migliaia di case e proprietà rapinate agli italiani esuli dell’Istria dopo la seconda guerra mondiale dalla Jugoslavia comunista ed ereditate dall’attuale Slovenia? Non è stato restituito nemmeno un mattone e siamo in attesa di sapere quale sia il gesto che reciprocamente arriverà da Lubiana. Ma tutto, ovviamente, tace.

Secondo il Quirinale la giornata sarà storica perchè per la prima volta un presidente sloveno renderà omaggio alla Foiba di Basovizza. Quello che si tenta di silenziare è la squallida genuflessione alla “condizione” posta da Pahor, ovvero il precedente omaggio a 4 fucilati (3 sloveni e un croato) di Basovizza del 1930, spacciati per eroi dell’antifascismo.

I quattro, fondatori del gruppo terroristico “Borba” che operava per staccare Trieste e le terre annesse all’Italia nel 1918 a favore della Jugoslavia, furono riconosciuti colpevoli di una lunga serie di attentati, incendi a scuole e asili italiani, al faro della Vittoria ed alla sede del Popolo di Trieste (morì il giornalista Guido Neri e rimasero invalide altre tre persone). All’epoca vigeva la pena di morte, oggi prenderebbero l’ergastolo da un qualunque tribunale italiano, eppure il Presidente della repubblica, magistrato supremo, va a riverirli.

In pratica l’omaggio ai 2000 infoibati innocenti  (stima attuata sui metri cubi di cadaveri) di Basovizza è condizionato e preceduto da quello a quattro terroristi anti italiani. Questa è, piaccia o non piaccia, la verità. Il 13 luglio a Trieste si scriverà una pagina buia per la dignità nazionale”.

 

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