Anche Bergamo colpita dalla furia iconoclasta

di Vincenzo Arcobelli

Sono passati oramai più di 8 anni quando negli States arrivò la richiesta da parte della Prof.ssa Giovanna De Canio, nipote del Serg.Magg. Par. MAVM Vittorino Calogero, per celebrare una S.Messa in ricordo del Nonno e dei Parà caduti nell’inferno di El Alamein. A quell’evento organizzato dal CTIM nell’area di Philadelphia, giunsero i reduci combattenti, ex prigionieri di guerra e tanti altri, per pregare in silenzio ed onorare il sacrificio dei nostri eroi.

Mentre oggi, la stessa prof.ssa De Canio mi informa di un vile sfregio accaduto nella Città’ dei mille, che mi ha riempito l’animo di orrore e rabbia.

Di seguito la lettera di Giovanna De Canio:

“Dietro la labile maschera dei protettori dei diritti di tutti si nascondono i distruttori della storia, nei cui intenti c’è quello di cancellare il passato eliminandone le tracce fatte di icone marmoree e metalliche. Si scagliano con violenza contro i simboli culturali e sociali dello Stato in nome di una democrazia dai lineamenti ambigui, che tutela e protegge solo gli esponenti di un unico pensiero, l’unico accettato: il loro. L’ultimo atto della furia iconoclasta ha colpito un monumento intitolato ai Caduti della Folgore ed esposto a Bergamo. “Ad imperitura memoria di tutti i paracadutisti caduti”, si leggeva nella targa di marmo del monumento alla memoria inaugurato appena un anno fa, il 7 luglio 2019. Una data che dev’essere stata indigesta per qualcuno, visto che esattamente 12 mesi dopo, nella notte tra il 6 e il 7 luglio 2020, la targa è stata brutalmente vandalizzata in modo irreparabile.

Probabilmente chi ha sfregiato in modo così vigliacco, un monumento alla memoria, non conosce la storia. Non sa nulla della seconda battaglia di El Alamein dell’autunno del 1942, quando i paracadutisti della Folgore ottennero l’onore delle armi da parte dei nemici britannici. La Folgore si arrese ai nemici dopo giorni di marcia nel deserto senza le armi, senza mai esporre bandiera bianca e senza mai alzare le mani davanti al nemico. Per il comportamento eroico mostrato in quell’occasione, la 185a Divisione Folgore e i suoi Reggimenti vennero insigniti con la Medaglia d’oro al Valore Militare. Il Primo ministro inglese, Winston Churchill, in suo celebre discorso disse: “Noi tutti dobbiamo inchinarci dinanzi ai resti di quelli che furono i Leoni della Folgore”. Chi ha oltraggiato la memoria non sa ad esempio dei 46 paracadutisti morti nell’incidente aereo del 9 novembre 1971.

I monumenti dedicati alla Folgore non è la prima volta che vengono presi di mira dall’odio iconoclasta. Solo pochi anni fa un altro monumento era stato barbaramente distrutto a Parma a pochi giorni dalla sua inaugurazione. In quell’occasione, sopra ciò che restava del monumento bruciato e vandalizzato, comparve un mazzo di fiori con un biglietto: “L’idiozia delle bestie non cancella il vostro valore: onore a voi”. Era stato deposto da un cittadino che aveva preferito restare anonimo, che con il suo gesto spontaneo ha reso giustizia.

Purtroppo anche in questo caso, il becero comportamento di certe persone rispecchia totalmente il momento politico e sociale che stiamo vivendo dove i valori veri sono dimenticati e l’egoismo e l’ignoranza hanno decisamente preso il sopravvento.

Sono certa che gli Amici parà, eredi dei leoni di El Alamein, non si lasceranno scoraggiare e ripristineranno il Monumento quanto prima”. 

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