Viaggiare in Ue prima e dopo il vaccino: una testimonianza dalla Bulgaria


di David Garbin

Analizziamo il prima ed il dopo Covid-19, realtà che tocca specialmente i Residenti AIRE intra-UE.

Prima si poteva benissimo acquistare un biglietto elettronico (diciamo un A/R low-cost per alcune decine di euro), anche qualche giorno prima della partenza, uso di App della compagnia aerea per il check-in e carta d’imbarco direttamente sull’App. E via, si vola, per lavoro, vacanza o semplice rientro a casa in Italia. Il tutto semplificato grazie all’Unione Europea o Area Schengen. Ottimo, la normalita’.

Dopo per chi non si è potuto vaccinare (causa ad esempio aritmia cardiaca o essere incinta) o anche per scelta (dovuta anche allo status di sperimentazione fino al 2023 ed alla accettazione di non-responsabilità dei terzi) è necessaria una minuziosa pianificazione, delle tempistiche necessarie per ottenere l’agognato pass con QR, mediante tampone o test antigeno, di un costo variabile tra i 50 ed i 15 euro per quest’ultimo, considerando che dev’essere ottenuto all’estero in lingua inglese, e ben entro le 48 ore di validità per essere valido in Italia. Questo esclude di fatto la partenza di lunedì, non essendoci centri autorizzati operativi il fine settimana. Ok, ne prendiamo atto, e cerchiamo alternative.

Grazie all’efficienza informativa bulgara che permette il download diretto su smartphone con link via sms (senza codici vari né numero di C.I.), un’unica opzione (sperando in code limitate) per 20 euro entro un’ora, sempre che non si voglia partire la mattina presto, il che sarebbe impossibile. E questo è niente. L’acquisto del biglietto low-cost, spesso si riscontra non essere più a buon prezzo come prima, ora sovente si spende oltre i 100 euro per andata e ritorno, anche con anticipata prenotazione/acquisto.

Poi chiaramente per un viaggio anche breve di 4/5 giorni (o diciamo di 3 giorni in Italia), sarà necessario un’altra volta pagare il PCR (oltre 50 Euro) o test veloce (dai 20 ai 30 euro a seconda dell’ente abilitato). Il tutto con l’aggiunta del download, dall’efficientissimo sito italiano che presuppone, e compilazione del modulo con numero di C.I. o Tessera Sanitaria (cosa impossibile per i residenti AIRE, essendo di fatto disattivata, poichè cittadini italiani di serie B in quanto residenti all’estero), codice autorizzativo (AuthCode) oppure, bontà loro, tramite App Immuni debitamente scaricata, installata accettando tutti i termini di tracciamento ecc. imposti (secondo il GDPR).

Ma non basta ancora, è necessario compilare un altro modulo dettagliato online per generare un secondo codice QR, fornendo numero di volo di arrivo in Italia, domicilio di permanenza, eccetera. Ricapitolando: ulteriore costo per il biglietto (circa 50-80 Euro in più del viaggio pre-Covid), due test con QR (circa 50 Euro solo per quelli veloci, per il PCR almeno 70 di media in Italia e 50 all’estero), compilazione e stampa del codice QR per il viaggio, e la stampa (necessaria post-Covid) delle Carte d’Imbarco (che saranno necessariamente timbrate nell’aeroporto per riverificare la veridicità dell’imbarco effettuato online o su App), diciamo 4 euro se stampato a colori last-minute in qualche cartoleria.

Ulteriore tempo necessario per il tutto: 2 ore di coda permettendo per i test Covid ed attesa, compilazioni online un’altra ora, recarsi prima all’Aeroporti altre 2 ore, totale 5 ore extra.

In termini monetari: da 105 a 150 Euro extra per i test, prima non necessari, e l’aumento del costo del volo durante la pandemia.

Interessante il fatto che l’ottenimento del Green Pass (chiamiamolo in italiano ‘lasciapassare verde’), il 29 Luglio, è ancora disponibile per il download il 9 Agosto. Quindi i 20 milioni di scaricamenti vantati ‘con’ Speranza (come si suol dire, chi vive sperando…), in realtà quanti sono i vari download, quante volte sono state scaricate più volte dagli stessi utenti, si voglia per errore o per ristampare il documento o altro? Interessante “ingrossare” il numero dei download, al fine della propaganda pro-lasciapassare. Evviva la libera circolazione delle persone entro i Paesi dell’Unione Europea – cosa purtroppo, praticamente annullata grazie alle misure prese, in primis il Lasciapassare Verde, la compilazione del QR per entrare nel proprio Stato di cittadinanza o di nazionalità a dir si voglia seppur residente all’estero.

Il tutto il nome della Speranza. Ovvero, “io speriamo che me la cavo”, durante la Pandemia, perché’ il dopo, non si vede nemmeno all’orizzonte.

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