Dalle miniere all’ascensore sociale: gli italiani all’estero e il nuovo domani

di Massimo Paolo Fiorentino

(Delegato Canada)

Amare la Patria è in primis anche sacrificio, che è tanto più sentito sacro quanto più fatto per amore e per la consapevolezza che quel sacrificio servirà ad altri che verranno dopo di noi, così come hanno fatto altri prima di noi per avere ciò che oggi io e voi abbiamo. La storia degli italiani nel mondo è esempio di sacrificio personale, dalle miniere dove la vita si poteva perdere, allo scalare con impegno e dedizione i vertici professionali, imprenditoriali e istituzionali in molte nazioni, ma sempre lontano dalla patria amata.

Amata nelle radici e identità anche quando la patria non sa dare risposte (mi riferisco ad esempio alle molteplici pratiche di riacquisto della cittadinanza italiana bloccate). Nella mia esperienza quotidiana ho personalmente rilevato questo sentimento in ogni connazionale incontrato in varie associazioni di italiani all’estero, o in ogni italiano con cui ho interagito nei dipartimenti o nelle cliniche delle università dove ho studiato o lavorato in Canada e in USA. Vi rendo quindi la loro testimonianza.

Che non si dimentichi mai il sacrificio nella vita degli Italiani nel mondo avvenuto in tanti luoghi, come nelle miniere di Marcinelle, o degli Istriano-Dalmati esiliati, o di coloro barbaramente infoibati. Ma non si dimentichino in Italia anche vittime maltrattate meno note come gli internati italiani in campi di concentramento canadesi per i quali, dopo 80 anni, solo l’anno scorso il Governo del Canada ha ufficialmente chiesto scusa per bocca del primo ministro Justine Trudeau. Ecco, anche questo si dovrebbe insegnare a scuola in Italia per diritto di verità, di cultura e di informazione, tutti cardini per rafforzare l’identità di popolo, di patria e di legame tra tutti gli italiani ovunque si trovino. 

E proprio per questo forse si dovrebbe ripristinare il ministero per gli Italiani nel Mondo pensato e incarnato da Mirko Tremaglia, per oggi lavorare più incisivamente in modo bidirezionale e poter incardinare saldamente in Italia, senza esitazioni, dimenticanze o sbavature, l’identità, i valori e i diritti dei connazionali all’estero che sono di per sé anche strategica preziosa testa di ponte, e naturali, motivati, orgogliosi ambasciatori del Made in Italy. 

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