La crisi di governo vista dal Canada, tra campo (non più) largo e voglia di urne

di Francesco Braga *

Tra il caldo di Luglio, la siccità, l’ inflazione, la crisi energetica, il risorgere di varianti covid, ci mancava proprio il tira e molla politico dei grillini. Sia chiaro, io sono per il voto a Settembre – Ottobre, non mi fido del signor presidente della Repubblica perché come ha detto Sallusti su Libero di Sabato 16 “Mattarella ha certamente in mente il bene dell’Italia, ma dell’Italia di sinistra”.

Ma come si vede la situazione attuale da 8000 km di distanza, dal Canada dove vivo?

L’impressione e’ che il sinistri di Letta abbiano fallito malamente l’innovazione del “campo largo” e siano in grave difficolta’ avendo perso credibilita’ e capacita’ politica, anche se protetti dal network di burocrati di Stato che negli ultimi decenni sono riusciti a piazzare e che ora sembra si chiudano a riccio per cercare di salvare il salvabile, che oggettivamente comunque sarebbe assai poco. Porelli, si sono abituati ad esprimere il presidente della Repubblica pur senza aver mai vinto una elezione recente ed ora considerano loro diritto che il presidente li protegga. Spin: non hanno alcun’ idea coerente che possa giustificare le loro aspettative, hanno solo aspettative perché secondo loro è loro dovuto. Patetici e pericolosi, hanno una spalla in Unione Europea grazie ai loro burocrati piazzati in EU, vedasi il monito di Gentiloni sulla crisi. 

Giorgia direbbe sia una situazione “lunare”; ha assolutamente ragione. Tra parentesi, oltre ad affondare l’Italia con suicidi politici quale il “campo largo”, costoro hanno anche dichiarato guerra ai nostri emigrati, cercando di modificare la legge sul riacquisto della cittadinanza che sin dal 1865 stabilisce il principio che la cittadinanza si trasmetta da padre in figlio anche se nato all’estero, senza limiti di generazioni, sempre che la linea di italianità non si sia interrotta prima della nascita della generazione successiva. 

Secondo loro, invece, questo diritto si dovrebbe interrompere alla seconda generazione, perche’ dalla terza i discendenti non avrebbero piu’ sufficienti legami con la Patria. Un editto imperiale, senza basi logiche, miope: è così perché lo vogliono loro; nessun dato che supporti questa bieca posizione. Interessante notare che in un mondo come quello odierno dove il sistema di comunicazioni permette di leggere online giornali italiani e di guardare la televisione italiana senza problemi, praticamente in ogni paese del mondo, salvo le patrie del comunismo che ben conosciamo, in questo mondo con comunicazioni molto piu’ dinamiche e facili di quelle del 1865, costoro decretino senza addurre alcuna ragione razionale che la terza generazione non sia degna di riacquistare la cittadinanza, perché avulsa dalla realtà italiana. 

Non prevedono neppure un piccolo esame di educazione civica per dirimere la cosa, come e’ richiesto in Canada. Insomma: è così e basta perché “volsi così colà dove si può ciò che si vuole, e più’ non dimandare”. Non danno spiegazioni perché non ce ne sono di logiche e non possono certo ammettere di non volere gli emigrati italiani solo perché temono voterebbero a maggioranza per il CDX. Appunto un concetto “lunare” proprio della democrazia sinistra ex Unione Sovietica 1950: non votano per noi quindi non debbono poter riacquistare la cittadinanza. Sic transit gloria mundi, verrebbe da dire.

Abbiamo poi il coacervo confuso dei grillini, o meglio di quelli che sono ancora con l’avvocato di Volturara Appula. Nel caso vi fosse sfuggito, il paesino che sembra esista da 10 secoli, oggi ha meno di 400 anime e sembra abbia questo ridente nome per gli avvoltoi che dominavano la zona nei secoli passati. Non pretendo di comprendere cosa intendano fare veramente i grillini ed il loro leader. Certo che a giudicare dai numeri di seggi ottenuti nel 2018, 221 deputati e 112 senatori, e quelli risultanti dalle stime più recenti, 105 deputati e 62 senatori, pur dando la conta per buona (cambia ogni giorno) non può sfuggire che la brigata si sia ridotta piu’ o meno del 50%, difficile considerarlo un “badge of honor”, un risultato di cui andare fieri. 

Si, certo, pare che 52 deputati e 10 senatori (19% degli eletti del 2018) abbiano traslocato con Giggino Di Maio mentre 64 deputati e 40 senatori hanno deciso di migrare verso altri lidi, per lo più il gruppo misto o altre micro partiti ad hoc. Cosa succede? Semplice: nei sondaggi i grillini erano circa il 30% nel 2018 mentre ora, nel complesso, sono di poco sopra il 10%, perdendo due terzi dei votanti. Non è tutto, i deputati e senatori saranno ridotti di un terzo. Risultato: i grillini sanno che verranno decimati nelle prossime elezioni: il calo di due terzi nei sondaggi, piu’ il calo di un terzo dei seggi disponibili, porta a concludere, più o meno, che solo due grillini su nove conserveranno il posto come 5S o altro: ave Giuseppi, morituri te salutant. 

Inutile continuare con critiche politiche, carta canta, sembrerebbe come sparare sulla Croce Rossa, non si fa (anche se i grillini non sono certo la Croce Rossa). Insomma, l’impressione è che oggi costoro, chiamiamoli amichevolmente i grillini duri e puri, abbiano due imperativi categorici: arrivare alla pensione (tardo Settembre) ed inventarsi qualsiasi cosa, ovviamente costosissima, per attirare qualche voto in piu’. Tanto sarebbero soldi della comunita’, mica soldi loro. Il timore e’ che il Reddito di Cittadinanza ed il superbonus 110% possano essere considerate quisquiglie, mentre il Giuseppi stia pensando a qualcosa di molto piu’ eclatante, non tanto per salvare l’Italia, ma per salvare se stesso e gli altri grillini. Stando cosi’ le cose, difficile non comprendere perché Berlusconi e Salvini non vogliano avere più nulla a che fare con questi caratteri… Non hanno fatto nulla di positivo, ed ora rappresentano oggettivamente un macro rischio economico per la nazione, anche se il Giuseppi si infervora ed arringa con il nulla le folle, sempre più sparute. Il mercato funziona.

Insomma, i sinistri sono francamente improponibili checchè ne dicano i giornali più o meno di sinistra loro simpatizzanti, dal New York Times ad Avvenire, i canali RAI, il pres. Biden, la von der Leyen e qualche sindaco tipo Sala o Gualtieri: da una parte i radical chic del PD, annoiati e senza idee che considerano essere loro diritto divino il governare, dall’altra i grillini – o meglio quanto rimane di loro, molto poco – che sono sotto pressione per inventarsi qualcosa, qualsiasi cosa, pur di essere rieletti in quanto ben coscienti della decimazione elettorale che li aspetta: se va loro bene ne sopravviveranno 2 su 9. 

Entrambi i partiti sono assolutamente spaventati dall’andare alle urne, e cercano di inventarsi qualcosa, qualsiasi cosa, per non permetterci di andare a votare: gli uni perché per loro non è necessario che si voti, perché considerano sia loro diritto divino il governare la nazione anche senza vincere un’elezione; gli altri perché’ non hanno ancora trovato cosa inventarsi per attirare voti con i nostri soldi.

Insomma, secondo molti di noi, l’unico leader che meriti fiducia e’ Giorgia Meloni. Bene, ma cosa possiamo fare? Dobbiamo parlare con i nostri amici, informarli, farli ragionare e convincerli a votare per FdI o almeno per il CDx. Il rischio maggiore – come dimostrano le recenti amministrative – è che la gente sia giustamente delusa dalla politica e decida non valga la pena di recarsi al voto, quando ciò sarà finalmente possibile. Non votare sarebbe un autogol terminale, da evitare assolutamente, una vera occasione perduta. Abbiamo poco tempo sia che si voti a Settembre – Ottobre o il prossimo Marzo: diamoci da fare. 

Facciamo in modo che Giorgia Meloni sia il prossimo Presidente del Consiglio e possa iniziare la rifondazione della nostra Italia. Serve senso dell’onore, della parola data, del dovere e del sacrificio; ci vuole trasparenza, coerenza, patriottismo, onestà. Ce ne è abbastanza per dire convinti: forza Giorgia, avanti con Fratelli d’Italia. I problemi sono tanti, non sarà facile, ma ce la faremo. Lo dobbiamo fare per onorare quelli che sono andati avanti e soprattutto per il futuro dei nostri figli e nipoti.

*Presidente di Canada 1, il circolo Canadese di Fratelli d’Italia.

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