Guerre e crisi in mezzo mondo, ma Di Maio pensa alla cadrega

di Francesco Braga 

Mentre tra Taiwan e Cina c’è una tensione crescente, con la Cina che convoca gli ambasciatori dei governi dei G7, il nostro Ministro degli Esteri è occupato a negoziare un accordo con il segretario del PD Letta per salvarsi alle prossime politiche. 

Come? L’accordo, secondo Il Giornale, prevede il “diritto di tribuna”, concetto da basso impero, secondo il quale al Giggino e due dei suoi sarebbe garantito dal PD un seggio “blindato” alle prossime politiche del 25 settembre. Dettaglio non secondario: l’accordo, come in tutte le trattative di alta diplomazia, avrebbe dovuto rimanere segreto sino a due giorni prima della presentazione delle liste, in modo da impedire qualsiasi reazione operativa alla cinquantina di Deputati e Senatori che hanno abbandonato i 5S per la secessione capeggiata dal Di Maio. 

Sia chiaro, la secessione e’ motivata non tanto da disaccordo su alti valori etico politici, quanto dall’imperativo categorico, molto prosaico, di evitare la mannaia del “doppio mandato” che i 5 Stelle si diedero liberamente per limitare a due mandati consecutivi la carriera politica dei loro eletti. Una sorta di “best by policy” con scadenza al massimo di 10 anni, due legislature. Dunque una sorta di obsolescenza programmata messa nero su bianco per rassicurare i cittadini e che avrebbe significato la non candidabilità di Di Maio ed altri notabili come il presidente della Camera Fico.

Insomma, il Giggino è scaltro, sa della spada di Damocle del “doppio mandato” che non è riuscito a modificare; da buon “risk manager” fa quindi un accordo semi segreto (solo semi visto che infatti è già saltato fuori) con il segretario PD Letta che pur di salvare il salvabile del suo fallito “campo largo” concede tre “seggi blindati” tre “salvapassare” al Giggino e due fedelissimi. Pare Giggino ne volesse un quarto, ma si accordano su tre. Lo fanno in gran segreto, per non fare adirare gli altri 50 esuli che hanno seguito Di Maio per evitare la mannaia del secondo mandato e poi più.

Si sa, almeno per noi cha abbiamo studiato su catechismi “vetus ordo”, che il diavolo faccia le pentole ma non i coperchi e quindi ecco che l’accordo segreto fatto da Di Maio “pro domo sua” viene reso pubblico, inopinatamente, con molto anticipo. 

Ora, non interessano i giochini tra il sinistro Letta e il signor Ministro degli Esteri. Preoccupa invece il fatto che questo Ministro rappresenti l’Italia all estero in un momento di elevatissima tensione internazionale. Carta canta: che credibilità può avere un politico che si presta a questi giochetti per salvare la poltrona? Che fiducia possono avere all’estero per la parola data da costui? Le bandieruole segnavento di piccoli aeroporti di provincia sono più prevedibili delle sue scelte politiche.

In una vera democrazia occidentale costui sarebbe stato cacciato sui due piedi. Letta invece, dopo l’esilio in Francia, pur di salvare la brutta copia del suo campo largo gli assicura la poltrona: suggerirei un crowdfunding che permetta la cacciata di Di Maio con la poltrona cui è incollato. Paghiamo noi il costo di una poltrona nuova, basta che Di Maio e i suoi vadano a nascondersi. Subito, senza attendere il 26 Settembre, the “day after”.

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