di Francesco De Palo
Per la prima volta nella storia, il tetto di cristallo è stato rotto da una donna di centrodestra che proviene dalla destra e che si chiama Giorgia Meloni. Parte da questo assunto Giovanna Ianniello, storica portavoce di Giorgia Meloni, e oggi vicedirettore del Secolo d’Italia, per raccontare a PrimadiTuttoItaliani non solo il momento politico che investe l’Italia (la prima donna premier in 80 anni di Repubblica che si fa strada anche in Europa), ma anche per tratteggiare i confini sociali di questa primizia. L’occasione è utile per illustrare gli obiettivi di ITabloid, la testata nata dall’impegno dell’associazione Giornaliste Italiane.
Come nasce l’avventura editoriale di ITabloid?
ITabloid è una intuizione di Giornaliste Italiane. Èe è una buona notizia per i cittadini, perché avere un nuovo strumento editoriale, in questo caso un periodico online che offre una visione al femminile dell’attualità, della politica e della società attraverso la competenza e la professionalità di tante giornaliste che sono iscritte all’associazione, è certamente qualcosa di importante in un’epoca in cui le fake news inondanono la rete entrando, purtroppo in maniera subdola, anche nel mondo dell’informazione. L’avventura editoriale di Itabloid prende spunto proprio da questa consapevolezza che, nata l’associazione Giornaliste Italiane, c’era la necessità di compiere un passo in avanti dopo due anni appassionanti che hanno visto addirittura un momento storico e straordinario.
Quale?
La condivisione da parte di Vasco Rossi dell’esibizione ‘Albachiara’ che abbiamo fatto in occasione della giornata contro la violenza sulle donne: se siamo riuscite in due anni a farci condividere persino da Vasco, io non so in quattro che cosa potremmo fare. Per cui ITabloid è sicuramente un tassello di un percorso che porta alla creazione di un progetto che intende coinvolgere quante più giornaliste possibili e operatrici del mondo dell’informazione.
Perché leggere ITabloid?
Perché raccontare il punto di vista delle donne e delle professioniste donne, diventando una fonte importante di informazione, è basilare. L’informazione fondata sulla verità sostanziale dei fatti alla base del Codice deontologico, quindi non è soltanto una missione che riguarda Itabloid. Noi come giornalisti abbiamo dei doveri deontologici e tra questi doveri il primo è assolutamente quello del rispetto della verità. Raccontarla attraverso uno strumento come ITabloid e farlo con giornaliste che hanno grandissima competenza e professionalità credo sia straordinario. Con questo strumento vogliamo offrire una visione professionale, seria, competente e femminile dell’attualità e della politica: ITabloid vede coinvolte delle straordinarie giornaliste e persone del mondo dell’ informazione che mettono a disposizione il loro tempo e le loro capacità per offrire ai cittadini un servizio. Penso sia una cosa bellissima.
La sinistra ha sempre rivendicato una storica attenzione al mondo femminile, ma la destra nei fatti ha fatto di più, con la guida di un partito e di un governo. Una casualità o un obiettivo preciso, anche guardando all’esperienza di Giornaliste italiane?
Nel corso della mia vita ho scoperto, sulla mia persona, che essere una donna talvolta purtroppo comporta delle discriminazioni, a maggior ragione se si è una donna giovane, perché il piu delle volte si viene considerata non all’altezza a priori. Io l’ho patito personalmente, avendo iniziato a lavorare all’età di 18 anni, quando sono uscita da scuola. Quindi so quello di cui stiamo parlando e talvolta mi meraviglio che vogliano spiegare a noi donne cos’e’ una discriminazione. La trovo una cosa surreale. Detto questo, da anni ho fatto mio un assunto popolare molto saggio: “chi sa fa, chi non fa insegna”. Io credo che non sia importante quello che viene declamato o quei desiderata che vengono raccontati, piuttosto contano sempre i fatti. E i fatti ci dicono che oggi in Italia, per la prima volta nella storia, il tetto di cristallo è andato in frantumi: abbiamo un presidente del conglio donna. è qualcosa che non era mai accaduto. e a guidare questo cambiamento è una donna dI destra che si chiama Giorgia Meloni.
E dall’altro lato?
Se in Italia oggi esiste una segretaria del Pd donna, probabilmente lo si deve anche al fatto che il Presidente del Consiglio sia una donna: questa non è solo una mia convinzione personale, ma penso sia la realtà. Io non credo nelle casualità E Giorgia Meloni non è diventata Presidente del Consiglio perché è donna: Giorgia Meloni diventa Presidente del Consiglio perché è valida e gli italiani hanno riposto fiducia in lei. Si è fatta strada all’interno di un contesto maschile che è quello della politica. Ricordo, ad esempio, quando venne eletta parlamentare per la prima volta nel 2006 ed io già la seguivo: fece notizia il fatto che avesse 29 anni. Cioè era già una notizia il fatto che una ventinovenne fosse stata eletta alla Camera dei deputati, più che fosse donna.
Però la leadership non se l’è conquistata perché qualche uomo l’ha indicata…
Esatto, ha stabilito un percorso. È una questione di capacità personali, così come per Giornaliste Italiane che non nasce perché, come qualcuno ha voluto raccontare, ci sono mogli di, amiche di o figlie di. La trovo una lettura abbastanza triste che taluni colleghi ci hanno rivolto, anche dalle tv nazionali: inoltre la considero becera, perché le giornaliste per essere tali non devono per forza essere amiche, figlie o mogli di qualcuno importante. Con giornaliste italiane è nato un movimento di informazione che vuol essere anche un punto di riferimento per l’opinione pubblica, nel momento in cui per la prima volta nella storia d’Italia c’è una premier donna. Tutto ciò è straordinario, perché in quasi ottant’anni di repubblica non era mai successo. I fatti ci dicono che il primo presidente del Consiglio italiano è donna, non è di sinistra, non è stata nominata da un uomo e oggi è diventata una leader mondiale. e anche la segretaria del principale partito di opposizione è donna. E tutto questo non mi sembra poco.
Il momento complessivo è denso di figure femminili, nella politica ad esempio molte sono le leaders al comando (Meloni, Von der Leyen, Takaichi, Metsola): cosa sta cambiando?
Oggi come in passato, quando a primeggiare erano Margaret Thatcher o in tempi piu recenti Angela Merkel, nell’elenco ci sono donne che provengono da una chiara area politica ed è quella del centrodestra. Quindi non credo che stia cambiando qualcosa: c’e’ sola la conferma che non è a sinistra che le leadership femminili riescono ad affermarsi.
Nel centrodestra invece le idee trovano un diritto di cittadinanza anche quando si tratta di donne. E quando scelgono di scendere in campo partono ad armi pari con i competitor uomini. Ho sempre guardato, con incredibile attenzione, ai dati che dicono che dove governano le donne i tassi di corruzione dei governi sono praticamente nulli. Il motivo? Perché una donna amministra una Nazione come se fosse una madre di famiglia. E’ quello che sta facendo Giorgia Meloni alla guida dell’Italia. Le donne amministrano con amore, competenza e con attenzione. Credo che queste donne straordinarie siano un esempio per chi pensa che il genere possa essere un limite: non è così. Certo gli ostacoli persistono, per questo credo che il punto di partenza debba essere una battaglia fondamentale che sta portando avanti Giornaliste Italiane, ovvero quella sulla parità salariale. Non è più tollerabile che nel 2026, a parità di ruolo, una donna guadagni meno di un uomo: è qualcosa che non dovrebbe essere parte di una civiltà moderna, non è democratico, non è giusto, non è al passo con i tempi. Per cui quando raggiungeremo la parità salariale, allora sì che potremmo cominciare a pensare che la partita dei diritti ha raggiunto il risultato vero. Personalmente sono fiduciosa che questo possa avvenire proprio perché, da questo punto di vista, c’è molta attenzione anche da parte delle leaders che abbiamo citato.
@PrimadiTuttoIta


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