Un poltronificio firmato Macron. Il governo Lecornu III premia gli amici dell’Eliseo e anziché risolvere i grossi problemi del debito e del bilancio francese imbarca quattro nuovi ministri, Catherine Pégard, Sabrina Roubache, Jean-Didier Berger e Camille Galliard-Minier. Un posto rimane vacante fino al 23 marzo: quello di Ministro della Funzione Pubblica. C’è sempre spazio per socialisti e affini.
L’amichettismo varca i confini del Nazareno, dunque, è sbarca oltralpe dove fino a pochi mesi fa c’era chi minacciava di “vigilare sul rispetto di diritti e libertà in Italia”. Era l’ottobre del 2022 e la neo ministra degli affari Ue Laurence Boone si fece notare per una intromissione decisa e senza precedenti. Roba da far impallidire la polemica nata dopo le parole di Giorgia Meloni sull’omicidio del 23enne di destra Quentin Deranque in Francia, colpito da almeno sei persone mascherate.
Ma la Francia dei palazzi, si sa, soprattuto in questa fase di decadence è particolarmente sulle spine perché ha da gestire una serie di dossier gravosi: la Germania aumenta il solco con la Senna, come dimostra il no al caccia congiunto Parigi-Berlino per sposare il più armonico progetto Gcap con Italia, Regno Unito e Giappone; la Casa Bianca, in risposta alle continue fughe in avanti di Macron, presenta gli sms che monsieur le president ha inviato a Trump; il debito fuori controllo è una zavorra che impatterà sia sulle elezioni comunali previste a breve che sulle politiche del 2027 (se non prima).
Insomma, l’Eliseo ha davvero grosse questioni di cui occuparsi. Ma preferisce aumentare l’amichettismo al governo. Questione di priorità.


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