Il Museo Archeologico Ipogeo, l’Abbazia di Casamari, la Basilica di Salome con la terza Scala Santa al Mondo, la Biblioteca Giovardiana, la Basilica di Sant’Erasmo ma anche Prato di Campoli con immersione nella bellezza naturalistica e paesaggistica dei luoghi ernici.
Veroli, a 50 chilometri da Roma, è una sopresa, non fosse altro perché la stragrande maggioranza del turismo che si affaccia alla Ciociaria si ferma spesso solo ad Anagni. E invece questo borgo merita visite e attenzioni, dimostrando ancora una volta quanto sia esteso il patrimonio culturale della nostra Nazione.
“Abbiamo superato il campanellismo e lo abbiamo fatto spogliandoci ognuno delle proprie radici – ha detto il sindaco Germano Caperna – Veroli è il comune più esteso della provincia di Frosinone e abbiamo scelto di fare squadra con Anagni, Ferentino e Veroli, rappresentando un territorio di 87.000 abitanti con una provincia di 465.000 abitanti. Stiamo lavorando sul patrimonio culturale, intercettando fondi europei con altre 10 città e lo stiamo facendo sulla cultura e le infrastrutture”.
“Il Museo Archeologico Ipogeo di Veroli – ha affermato la direttrice Francesca Della Porta – è un luogo di conservazione e di racconto perchè permette di vedere l’eccezionale concentrazione di reperti e di presenze di tutto il territorio verolano. Una delle peculriarità è quella di avere integrato nel percorso di visita di importanti siti archeologici quali le sostruzioni in opera poligonale e l’ambiente voltato ipogeo di epoca tardo – repubblicana che era collegato a siua volta ad uan parte soprastante con un’area sacra dalla quale provengono il tesaurus e alcune terracotte architettoniche risalenti al terzo – secondo secolo a. C. Oltre al meraviglioso calendario romano, ai Fasti Verulani”.
Prossimamente Veroli avrà anche l’esposizione permanente del Museo Archeologico Nazionale dei Popoli Italici.
Merita una visita anche la Basilica di Santa Maria Salome con la Terza Scala Santa al Mondo su concessione di Papa Benedetto XIV secolo nel 1751, la Biblioteca Giovardiana istituita nel 1773, la Basilica di Sant’Erasmo che è tappa di San Benedetto da Subiaco a Montecassino, con la Cappella del Sacramento dove è custodito un prezioso calce in argento dorato, della fine del XIV secolo, protagonista del Miracolo Eucaristico del 1570. Infine la Chiesa degli Angeli con la Cona de Santo Mauro, anticola edicola e gli affreschi di Antoniazzo Romano, senza dimenticare Prato di Campoli e l’Abbazia di Casamari, monumentale monastero cistercense tappa nevralgica proprio del cammino di San Benedetto.
Va ricordato infine che Anagni , Alatri, Veroli e Ferentino sono in finale per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028.


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