GERMANIA, I NUMERI NON SONO DA UBER ALLES

In principio c’era “solo” la crisi dell’automotive, grazie alle politiche contenute nel Green Deal europeo spinto da Timmermans, che ha fatto crollare l’occupazione nei colossi tedeschi. Oggi a quel quadro si aggiungono i dati complessivi dell’agenzia federale per il lavoro, secondo cui l’intero settore entra nella primavera del 2026 senza slancio.

Le crisi economiche e le guerre stanno frenando il calo della disoccupazione in Germania. Al netto delle variazioni stagionali, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato. Per cui la consueta ripresa primaverile del mercato del lavoro tedesco quest’anno non c’è stata. Lo dicono i numeri: il tasso di disoccupazione è sceso di 0,1 punti percentuali su base mensile, raggiungendo il 6,4%. In sostanza tenendo conto delle fluttuazioni stagionali, la disoccupazione è rimasta invariata.

Inoltre i tedeschi prenotano un numero significativamente inferiore di vacanze, causa la crisi in Medio Oriente che frena i consumi.

Altro campanello di allarme sta suonando nel settore edile che mostra “prospettive desolanti”, come osservato dalla Frankfurter Allegemeine Zeitung, secondo cui l’aumento dei prezzi del petrolio, i materiali da costruzione costosi e le catene di approvvigionamento incerte rappresentano una zavorra. Per cui la guerra con l’Iran sta avendo un impatto sul mercato immobiliare tedesco e adesso i progetti di costruzione sono forte a rischio.


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